Sono ritenute responsabili di aver favorito la latitanza di un boss casertano. In tutto diciotto persone (stralciata un'ulteriore posizione), undici delle quali sannite: dieci sono di Durazzano, una è di Forchia, le altre risiedono tra le province di Caserta e Napoli. Tutte sono state spedite a giudizio, oggi era in programma la prima udienza del processo dinanzi al giudice del Tribunale di Caserta Pacelli, ma è slittata al 16 giugno del prossimo anno per problemi legate alle notifiche e allo sciopero del personale giudiziario.
Difesi, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Biscardi, Gianna Posillico, Lucrezia D'Abruzzo e Roberto Abbatiello, gli imputati sono accusati di aver aiutato a nascondersi Raffaele Piscitelli, 47 anni, catturato a Durazzano alla vigilia di Natale di tre anni fa. In che modo gli avrebbero dato un sostegno? C'è chi gli aveva procurato l'abitazione, intestandola in maniera fittizia; o chi gli aveva fornito supporto logistico, accompagnandolo negli spostamenti e facendogli da staffetta. C'era chi aveva avuto il compito di portargli da mangiare, evitando di farsi scoprire, o di recapitargli le “imbasciate”, i messaggi che gli interessavano e di cui doveva venire a conoscenza.
Considerato affiliato al clan camorristico Carfora di Maddaloni, Piscitelli era stato scovato dai carabinieri in un casolare alla località Casanova. Una zona di montagna, a Durazzano, nella quale aveva trovato rifugio dopo essersi sottratto, nove mesi prima, all'arresto durante un'operazione centrata su una presunta associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio. Cocaina, in particolare, lungo l'asse tra Spagna ed Italia. Accreditato di un notevole peso nella gestione degli affari legati alla droga, Piscitelli aveva a carico tre provvedimenti: due scaturiti da inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, l'altro della Corte di Appello partenopea.
Il blitz nel centro della provincia di Benevento era scattato il 24 dicembre 2013, quando 50 militari del Nucleo investigativo di Caserta, supportati dai colleghi del Nucleo elicotteri di Pontecagnano, avevano circondato l'area e poi fatto irruzione nella casa. L'allora 44enne aveva provato ancora una volta a squagliarsela, ma non c'era riuscito.
Esp
