Confermato il sequestro dei beni, per un importo di circa 400mila euro, di don Giuseppe Giuliano, l'ex parroco di Limatola finito nel mirino di un'indagine del sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa e della guardia di finanza. Il provvedimento, come si ricorderà, era scattato a maggio sulla scorta della decisione della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale, che aveva accolto la richiesta avanzata dall'ufficio inquirente diretto dal Procuratore aggiunto Giovanni Conzo. Immobili in provincia di Napoli, auto e disponibilità finanziarie, il tutto per un valore di circa 1 milione di euro, erano stati sequestrati all'epoca sul presupposto della presunta “notevole sproporzione fra i modesti redditi dichiarati ed i beni posseduti”.
Prima di allora, il nome del sacerdote, guida della parrocchia di San Biagio a Limatola, era già rimbalzato all'attenzione dell'opinione pubblica a fine 2013, quando un servizio della trasmissione di Italia Uno Le Iene aveva acceso i riflettori su alcuni episodi che avevano fatto ipotizzare agli inquirenti condotte estorsive e un'attività di prestito di denaro con elevati tassi di interesse. Addebiti che il parroco ha sempre respinto.
