Paziente morto, il gip ordina altre indagini

L’inchiesta sul decesso di un 68enne di Montesarchio

Benevento.  

Altri sei mesi di indagini. Per consentire alla Procura di ascoltare alcuni testimoni e disporre un’ulteriore consulenza tecnica. E’ quanto ordinato dal gip Flavio Cusani al termine della camera di consiglio sull’inchiesta a carico di nove medici del Rummo chiamati in causa, a vario titolo, per la morte di  Domenico Pollastro, 68 anni, di Montesarchio, avvenuta il 6 agosto del 2011 alla clinica Maugeri di Telese Terme. Cinque mesi prima - il 14 marzo – il pensionato si era ricoverato ed era stato sottoposto in ospedale ad un intervento di asportazione totale della tiroide. Tutto sembrava essere andato per il meglio, ma a distanza di due giorni, durante il decorso post operatorio, erano sorte delle complicanze. In soldoni, il collo del paziente si era gonfiato, poi l'uomo era entrato in coma. Una condizione dalla quale non si sarebbe più ripreso. Per oltre due mesi era stato ospite del reparto di rianimazione, poi era stato trasferito alla 'Maugeri', dove, come detto, ad agosto il suo cuore aveva cessato di battere per sempre. Assistiti dall'avvocato Alberto Mignone, la moglie ed i figli avevano presentato ad ottobre una denuncia in Procura, chiedendo di fare chiarezza su ciò che era accaduto. Da qui l'avvio di un'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo e supportata da una consulenza, centrata soltanto sull'analisi della documentazione sanitaria, curata dal dottore Vincenzo Migliorelli. Le conclusioni avevano indotto il Pm, nel giugno del 2013, a proporre l'archiviazione dell'indagine nei confronti dei nove professionisti coinvolti, ma alla richiesta si erano opposte le parti offese. Inevitabile, dunque, la fissazione di una camera di consiglio, al termine della quale – nel dicembre 2013 - il gip Cusani aveva ordinato un supplemento d'indagine con il ricorso ad un'ulteriore consulenza, affidata al dottore Alessandro Stefanelli. Lo specialista non era però riuscito a chiudere il suo lavoro entro il periodo previsto, per questo era stata chiesta una proroga, non concessa. A quel punto, il passo successivo era stata la nuova richiesta di archiviazione della Procura e il nuovo no delle parti offese, che ha reso necessaria un'ulteriore camera di consiglio.
I medici chiamati in causa sono difesi dagli avvocati Vincenzo Sguera, Andrea De Longis junior, Sergio Rando, Giuseppe Maria Berruti, Giuseppe Sauchella, Carmine Cavuoto, Paolo Abbate, Francesco Perone, Adriano Maffeo e Giuliana Scarpetta.

di Enzo Spiezia