Clan Pagnozzi, la Dda chiede 17 condanne e un'assoluzione

«Dalle intercettazioni nella masseria, in un’auto e in carcere una serie di prove».

Benevento.  

Diciassette condanne ed un'assoluzione. Le ha chieste il pm Anna Maria Lucchetta nel processo per diciotto delle quarantaquattro persone coinvolte con posizioni diverse nell’inchiesta, diretta dalla Dda e condotta nel giugno del 2012 dalla Squadra mobile e dai carabinieri della Compagnia di Montesarchio, sul clan Pagnozzi e le sue ramificazioni nel Sannio. Le accuse contestate a vario titolo: associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, spaccio di stupefacenti e armi, con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa. Queste, in particolare, le pene proposte: 20 anni e 15 mila euro di multa per Domenico Pagnozzi, 55 anni, di San Martino Valle Caudina; 14 anni e 10mila euro per Leonardo Russo, 34 anni, di Ceppaloni; 13 anni e 8mila euro per Massimiliano Russo, 38 anni, di Torrecuso; 11 anni e 6mila euro per Benito Caputo, 51 anni, di Sant’Agata dei Goti; 7 anni e 7mila euro per Libero Iannella, 38 anni, di Solopaca, per il quale è stata chiesta l'assoluzione, per non aver commesso il fatto, dall'accusa di associazione prospettata agli altri. Un'imputazione quest'ultima a carico anche di Nicola Pannella, 48 anni, di Torrecuso, per il quale il Pm ha chiesto l'assoluzione, per non aver commesso il fatto, anche per un altro addebito. E ancora: 9 anni e 9mila euro sono stati proposti per Pasquale Colombo, 53 anni, Carlo D’Angelo, 59 anni, entrambi di Montesarchio, e Antonio Maglione, 46 anni, di Benevento; 8 anni e 6mila euro per Vincenzo Iadanza, 58 anni, Pietro Parrella, 51 anni, di Montesarchio, Salvatore Lucio Fiore, 46 anni, di Paupisi, Saverio Sparandeo, 52 anni, di Benevento; 7 anni e 4mila euro per Pasquale De Guida, 50 anni, di Montesarchio, e Salvatore Letizia, 64 anni, di Qualiano; 5 anni e 4mila euro per Carmine Morelli, 54 anni, di Trentola Ducenta; 2 anni e 1000 euro per Giuseppe Vincenzo Fincato, 49 anni, di Santa Maria a Vico; 1 anno e 4 mesi e 1000 euro, infine, per Carmine Morelli, 54 anni, di Trentola Ducenta. Le richieste del rappresentante della pubblica sono arrivate al termine di un intervento che ha ripercorso per grandi linee le conclusioni scritte che aveva depositato. Punto di partenza alcune delle dichiarazioni spontanee di Domenico Pagnozzi (ne ha fatte anche ieri rispetto all'interpretazione data alla sua gestualità), relative ad un pregiudizio nutrito dalla Dda nei suoi confronti e dei suoi familiari. “Si tratta di affermazioni smentite dalle indagini – ha esordito Lucchetta – e dalle prove acquisite rispetto all'operatività e all'estensione nella Valle telesina dell'omonimo clan camorristico di cui lui è il vertice”. Una “serie considerevole di prove fornita dai contenuti delle conversazioni intercettate nella ‘masseria di zì Tore' (la casa rurale alla periferia di San Martino Valle Caudina,ai piedi del Mafariello, nella quale gli investigatori avevano piazzato una 'cimice' ndr), in un'auto e in carcere”. Colloqui che “sono di una chiarezza estrema e di senso univoco”, ha continuato il Pm, che, dopo aver evidenziato che l'attività investigativa, “molto complessa, è stata svolta da due forze dell'ordine che hanno agito in sinergia”, ha spiegato, facendo suo un passaggio delle sentenza con rito abbreviato del gup di Napoli per altri imputati, che “c'è stato un momento di sbandamento del clan, superato nel 2009, quando l'organizzazione si è ricompattata”. Una considerazione accompagnata dal riferimento ad un'ordinanza di custodia dell'ottobre dello scorso anno, per fatti dal 2011 al 2013 che dimostrerebbero, appunto, “l'operatività del clan”. Dopo il Pm, spazio alle conclusioni, anch'esse scritte, dell'avvocato Luca Guerra - rappresenta Alilacco, l'associazione antiracket Alilacco, parte civile – che ha chiesto la dichiarazione di responsabilità degli imputati ed una provvisionale di 10mila euro, e alle arringhe degli avvocati Pierluigi Pugliese e Michele Rillo, che hanno chiesto l'assoluzione dei loro assistiti: rispettivamente, Pietro Parrella e Nicola Pannella. Le prossime udienze: 14 e 15 gennaio, 12 febbraio, quando, esauriti gli interventi dei difensori, il Tribunale si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.

di Enzo Spiezia