Il pm Patrizia Filomena Rosa ne aveva proposto la condanna a 2 anni e 6 mesi, il legale di parte civile aveva insistito sulla dichiarazione della loro responsabilità, mentre i difensori ne avevano chiesto l'assoluzione perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato. La decisione è arrivata pochi minuti fa: l'ha adottata il gup Flavio Cusani, stabilendo la pena di 1 anno, sospesa, nel giudizio abbreviato a carico di Michele Aversano (avvocato Marcello D'Auria) e Giovanni De Longis (avvocato Paolo Piccialli), i due cardiologi nei confronti dei quali, nel giugno 2016, il gip Maria Ilaria Romano aveva ordinato l'imputazione coatta – nella stessa occasione era stata invece archiviata la posizione di un radiologo - nell'inchiesta sulla morte di Yuri De Bellis, 19 anni, di Sant'Angelo a Cupolo, lo studente dell'Alberghiero che il 12 gennaio del 2013 era stato stroncato da un malore mentre era in classe.
Oltre al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede, il giudice ha anche disposto una provvisionale di 100mila euro, a testa, in favore del papà e della mamma, e di 50mila euro per ciascuno dei due fratelli, tutti parti civili con l'avvocato Luigi Giuliano.
Il dramma si era consumato pochi minuti prima delle 13, al secondo piano dell'Istituto Le Streghe di via Santa Colomba. Mentre era in corso una lezione di psicologia, il 19enne si era improvvisamente accasciato sotto gli occhi increduli dei compagni della VG e della docente. Era seduto al suo banco in terza fila, l'avevano visto finire sul pavimento, privo di sensi. Loro si erano subito chinati per cercare di aiutarlo, per strapparlo ad un destino assurdo. Ma era stato inutile. Come i disperati tentativi dei rianimatori del 118, che avevano provato a far ripartire quel cuore che non batteva più.
Secondo la ricostruzione dei fatti operata all'epoca, da giorni il giovane accusava dolori al petto e difficoltà respiratorie. Il 7 gennaio il medico di famiglia, pur attribuendoli ad un colpo di freddo, gli aveva consigliato un elettrocardiogramma. L'esame era stato praticato nelle ore successive, lo specialista interessato non aveva evidenziato alcuna patologia. Nonostante l'assunzione di 'Efferalgan', i dolori erano continuati, e per questo Yuri, sempre su indicazione del medico di famiglia, si era sottoposto ad una radiografia del torace dal quale era emersa una anomalia a livello cardiaco da approfondire. Di qui il ricorso ad un altro cardiologo già consultato per precedenti problemi familiari, che il 10 gennaio, dopo aver individuato l'esistenza di una dilatazione aortica, aveva fissato per la sera dell'11 gennaio un appuntamento al Rummo, per ulteriori accertamenti. Al termine dei quali aveva ordinato il prima possibile una particolare Tac attraverso la quale sarebbe stata definita l'entità della patologia. Yuri era tornato a casa, il giorno dopo era andato a scuola. Dove il suo cuore si era fermato per sempre.
Indagini affidate ai carabinieri, su incarico del sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa l'autopsia era stata curata dal medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, che aveva ravvisato elementi di responsabilità dei sanitari nella terribile vicenda. In particolare, Aversano non avrebbe proceduto ai necessari approfondimenti, mentre De Longis, che un mese fa aveva respinto ogni addebito nel corso dell'interrogatorio dinanzi al giudice, non avrebbe disposto l'immediato ricovero del giovane e il suo trasporto in una struttura per l'esecuzione dell'angiotac e dell'intervento. Oggi la conclusione del rito abbreviato e la condanna dei due professionisti.
