Archiviata l'indagine sul pm Iannella ed il dottore Russo

Accolta la richiesta della Procura di Roma. Il magistrato: "Sottoposto sempre e solo alla legge"

Benevento.  

Andrà via da Benevento – il trasferimento, “su mia richiesta”, alla sezione civile del Tribunale di Salerno è già stato deciso dal Csm, che non ha però ancora stabilito la data della presa di possesso -, ma lo farà con la serenità – afferma - di “chi è stato sottoposto solo ed esclusivamente alla legge”. E' comprensibilmente sollevato, dopo la burrasca che ha investito la sua lunga carriera, il sostituto procuratore Giacomo Iannella, il pm dell'ufficio inquirente sannita con la maggiore anzianità di servizio.

Il gip del Tribunale di Roma, su richiesta del pm Nicola Maiorano, ha infatti archiviato l'indagine a carico del magistrato e del dottore Giovanni Russo, consigliere comunale di Forza Italia, vicino alle posizioni politiche della parlamentare Nunzia De Girolamo. Per entrambi l'ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari, prospettata in relazione alla presunta esistenza di un accordo per interferire con l'attività giudiziaria, relativamente ad alcuni procedimenti, a carico di altri, pendenti presso il Tribunale di Benevento.

L'inchiesta era rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica il 22 luglio dello scorso anno, quando Ottopagine aveva dato notizia della 'visita' compiuta dalla Squadra mobile della Capitale e dal Pm titolare negli uffici e nelle abitazioni di Iannella e Russo. Un atto disposto dopo la trasmissione alla Procura di Roma, competente per la presenza di un magistrato, di uno stralcio di un'attività investigativa più ampia affidata alla Squadra mobile di Benevento.

Nel mirino degli inquirenti romani un incontro, organizzato da Russo, tra Iannella e De Girolamo, con la parlamentare che avrebbe “verosimilmente promesso” il suo presunto interessamento rispetto alla promozione di Iannella come Procuratore di Benevento; il riferimento, “dedotto in maniera nebulosa”, ad un presunto tentativo di insabbiamento di “una storia”; un termine generico che aveva fatto sospettare l'indicazione di un procedimento giudiziario; la presunta rivelazione che Iannella avrebbe fatto a Russo sull'esistenza di intercettazioni telefoniche a suo carico. Un quadro che il Gip ha ritenuto, in linea con le conclusioni della stessa Procura, non supportato da elementi concreti, indicativi e sufficienti. Di qui l'archiviazione disposta per Iannella (avvocato Alfonso Furgiuele) e Russo (avvocati Sergio Rando e Gerardo Giorgione) in un procedimento nel quale figurava anche, chiamata in causa successivamente, De Girolamo (avvocato Angelo Leone).

Capitolo chiuso, dunque, per il dottore Iannella. “Credo sia giusto che l'opinione pubblica sappia – spiega – che non ho mai fatto distinzione tra i cittadini, che possono dunque stare tranquilli rispetto al lavoro che ho sempre fatto”.

Situazione diversa per Russo, coinvolto nel troncone principale dell'inchiesta diretta dal pm Assunta Tillo. Riguarda un'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, addebitata al professionista e ad altri per il contenuto di alcune conversazioni intercettate dagli investigatori della terza sezione della Mobile. Colloqui con alcuni familiari degli Sparandeo, ai quali Russo avrebbe espresso il disappunto per il mancato sostegno, nonostante la sua disponibilità nei loro confronti, alle ultime amministrative di Benevento. Un'indagine di cui alcuni mesi fa è stata chiesta la proroga, notificata, complessivamente, a sedici persone chiamate in causa anche per altre vicende.