Cocaina e denaro, una perizia sulla qualità della droga

Disposta dal gup Camerlengo nel rito abbreviato per Arturo Sparandeo, 50 anni, arrestato nel 2016

Benevento.  

Sarà affidato dal gup Loredana Camerlengo ad uno specialista dei carabinieri di Napoli, il prossimo 6 aprile, l'incarico di una perizia che accerti la qualità, il principio attivo, il peso e l'eventuale presenza di sostanze adulterate negli oltre 600 grammi di cocaina, ritenuta purissima in base alle analisi compiute all'epoca su un campione, che nell'aprile 2016 erano costati l'arresto ad Arturo Sparandeo, 50 anni, di Benevento. Sparandeo, che da metà febbraio è ai domiciliari dopo dieci mesi trascorsi in carcere, era questa mattina al Palazzo di giustizia.

Assistito dagli avvocati Antonio Leone e Dario Vannetiello, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato. Per lui le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione abusiva di armi e munizioni, che gli erano state contestate dai carabinieri in un'indagine del pm Assunta Tillo. 

Come si ricorderà, il suo arresto era scattato al termine di una perquisizione operata in una villa di via Pacevecchia che ospita ricevimenti. La 'visita' dei militari aveva riguardato, in particolare, un casolare riservato a Sparandeo, custode della struttura, all'interno del quale erano stati scoperti 210mila euro in contanti, 610 grammi di cocaina, due pistole, munizioni e una bomba carta. I soldi erano custoditi in un cassetto e, soprattutto, in un bidone sospeso a mezz'aria, mentre la droga era sistemata in alcuni scatoloni. Le due Beretta calibro 6.35 e 7.65 – la prima era risultata rubata in città nel 2007 – e le relative munizioni erano invece state scovate in un armadietto.

Esp