Sarà il professore Maurizio Guida, che depositerà le sue conclusioni entro novanta giorni, ad occuparsi della consulenza ordinata dal gip Flavio Cusani, nel dicembre 2016, nel corso della camera di consiglio fissata dopo l'opposizione alla richiesta di archiviazione, avanzata dalla Procura, dell'inchiesta sulle sette persone – ginecologi ed ostetriche – chiamate in causa per la morte del neonato che il 24 maggio del 2014 era stato estratto senza vita, all'ospedale Rummo, dal grembo della madre. Il primogenito che una coppia di Cervinara aveva scelto di chiamare Angeloantonio.
Questa mattina il pm Patrizia Filomena Rosa ha affidato l'incarico allo specialista in Ginecologia ed Ostetricia, che avrà il compito, esaminata la documentazione clinica, di verificare se siano stati attuati i protocolli previsti per le condizioni della mamma e del feto, e se esistano eventuali condotte di imprudenza, negligenza ed imperizia. Il 28 aprile il via alle operazioni, alle quali prenderanno pare anche i consulenti indicati dalle parti: il professore Fernando Panarese (per i genitori, assistiti dall'avvocato Michele Del Balzo) ed i dottori Laura Letizia Mazzarelli, Teresa Suero, Michele Selvaggio (per alcuni degli indagati, difesi dagli avvocati Angelo Leone, Andrea De Longis junior, Federico Paolucci, Carmine Cavuoto, Vincenzo Pentella, Antonio Carpino e Giovannina Piccoli).
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la donna – all'epoca 27enne -intorno alle 3 del 23 maggio si era ricoverata per partorire il piccolo. Gli accertamenti ai quali la paziente era stata sottoposta non avevano restituito problemi di sorta, ma nel pomeriggio, dopo un ulteriore monitoraggio, era emersa una terribile realtà: il cuoricino del bimbo si era fermato per sempre. Un dramma seguito dalla denuncia che aveva dato il là alle indagini condotte dalla Squadra mobile e dirette dal sostituto procuratore Nicoletta Giammarino. L'autopsia era stata curata dal medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, poi, al termine dell'attività investigativa, la Procura aveva proposto di archiviare l'inchiesta. Una soluzione alla quale avevano detto no i genitori del bimbo, poi la decisione del dottore Cusani di disporre altri sei mesi di indagini ed una consulenza.
Esp
