Il Pm: "Cesareo ritardato, lesioni gravissime a quel neonato"

E' l'accusa contestata a tre ginecologi del Rummo, che l'hanno sempre respinta

Benevento.  

Le parti hanno dato il loro consenso, consentendo di acquisire la querela della mamma. Evitando così alla donna di ripercorrere in aula quei momenti. Fosse andata diversamente, avrebbe invece dovuto farlo nel processo a carico di tre ginecologi dell'ospedale Rummo accusati di aver causato lesioni gravissime al suo piccolo. Il primogenito di una coppia di Avella, un centro in provincia di Avellino, venuto al mondo nell'aprile del 2013 con un parto cesareo.

Secondo la Procura, che aveva chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio dei dottori Antonio Guadagnino, Primula Bellini e Luigi Oliva, nel tentativo di far partorire la paziente naturalmente, i tre professionisti che si erano occupati di lei in momenti diversi, avrebbero ritardato l'intervento, nonostante le difficoltà cardiache del neonato, restituite dagli esami ai quali la madre era stata sottoposta.

Tutto ciò, sostengono gli inquirenti, avrebbe provocato danni gravissimi al nascituro. Un'accusa contestata nella forma colposa, respinta dai tre sanitari – la loro difesa è affidata agli avvocati Marcello D'Auria, Ettore Marcarelli e Carmen Tedesco- , che hanno sempre sostenuto di aver agito correttamente. Il 2 ottobre la prosecuzione del dibattimento dinanzi al giudice Simonetta Rotili. I genitori del bimbo, parti civili, sono rappresentati dagli avvocati Massimiliano Cornacchione e Rita Tretola.

Esp