E' stato il dottore Giuseppe Beatrice, attuale dirigente del Reparto mobile di Napoli, l'unico testimone ascoltato nel processo, fissato dinanzi al giudice Lignelli, a carico di Luca Luongo, 37 anni, di Benevento, chiamato in causa per ciò che era accaduto il 21 settembre 2012 allo stadio Vigorito, durante il secondo tempo dell'incontro tra Benevento ed Avellino. Secondo l'accusa, dopo aver strappato uno striscione di carta, l'avrebbe incendiato e gettato nel settore sottostante, dove erano assiepati altri spettatori, creando una situazione di pericolo per le persone.
L'episodio era finito nel mirino delle indagini della Digos, che aveva denunciato l'allora 32enne. Una circostanza che spiega la brevità della deposizione del dottore Beatrice, che all'epoca, come vertice della Divisione anticrimine della questura di Benevento, aveva solo adottato il Daspo (il divieto di accesso alle manifestazioni sportive) nei confronti di Luongo, difeso dall'avvocato Luigi Bocchino. Una nuova udienza è in programma il 20 settembre.
Esp
