Operaio morto sul lavoro, arriva una condanna

Nel 2012, a Castelvetere, la tragica fine di Michele Luciano

Benevento.  

La tragedia risale a poco meno di cinque anni fa. Era il settembre del 2012, oggi la sentenza del processo di primo grado. L'ha pronunciata il giudice Anita Polito, che ha condannato ad 1 anno e 4 mesi, pena sospesa, al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede ed al pagamento di una provvisionale complessiva di 10mila euro in favore delle due parti civili (rappresentate dagli avvocati Vincenzo Sguera e Viviana Olivieri), Michele Bibbò, 68 anni, di Castelvetere Valfortore, coltivatore diretto, chiamato in causa dalle indagini sulla morte di Michele Luciano, 35 anni, di Castelvetere in Valfortore, operaio. La vittima di un incidente sul lavoro.

L'avvocato Italo Palumbo aveva chiesto l'assoluzione del suo assistito, ritenendo che non potesse essergli addebitata la mancata indicazione dei rischi che avrebbe comportato l'uso di quel trattore. E' il mezzo che Luciano aveva adoperato nel corso dei lavori di ristrutturazione di un fabbricato rurale che gli erano stati affidati dall'imputato.

Secondo la ricostruzione dei fatti operata dalla Procura, per chiudere alcune buche ad un'altezza di due metri, l'operaio, invece di predisporre un ponteggio, aveva utilizzato la benda del trattore come cestello. L'aveva sollevata, poi mentre saliva sulla stessa servendosi di una scala a pioli, era caduto. Violento l'impatto con il terreno, gravissime le lesioni al cranio riportate dal malcapitato. Era stato trasportato in ospedale, ma a distanza di qualche giorno il suo cuore si era fermato per sempre. Di qui il via ad un'inchiesta del sostituto procuratore Marcella Pizzillo, sfociata nel processo e, ora, nella condanna di Bibbò, che la difesa appellerà.

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