Ha ammesso le sue responsabilità, provando a spiegare perchè venerdì aveva deciso di rapinare l'ufficio postale di viale dei Rettori. Ciro Barometro, 49 anni, ex vigilante, da sabato pomeriggio rinchiuso nella casa circondariale di contrada Capodimonte, lo ha fatto dinanzi al gip Flavio Cusani, nel corso dell'udienza di convalida del fermo al quale la Squadra mobile lo ha sottoposto nell'indagine diretta dal pm Maria Gabriella Di Lauro.
Difeso dall'avvocato Angelo Leone, il 49enne ha ricostruito per oltre un'ora le sue difficoltà economiche, l'impossibilità di provvedere alle minime esigenze, il tentativo, andato a vuoto, di tornare a lavorare per l'istituto di vigilanza che lo aveva licenziato.
Un no al quale erano seguite le ulteriori telefonate dei creditori e la scelta di comprare per 3 euro una pistola giocattolo. Quella che aveva estratto per minacciare i dipendenti dell'agenzia Pt e farsi consegnare i soldi – 20mila euro – destinati al postamat. Un colpo messo a segno con cappellino e occhiali a specchio, immortalato dalle telecamere. Al pari dell'auto con la quale si era dato alla fuga.
La speranza di farla franca era naufragata nel giro di poche ore: il tempo necessario agli investigatori per individuare la macchina e risalire a lui, che aveva nascosto nella sua abitazione oltre la metà del bottino: 12mila euro.
L'avvocato Leone ha chiesto di non convalidare il fermo per l'assenza del pericolo di fuga e, rispetto all'ordinanza di custodia cautelare, una misura meno afflittiva del carcere. Di tutt'altro avviso il giudice, che ha convalidato il provvedimento ed ha disposto che Barometro resti in carcere..
