La derubricazione dell'accusa di bancarotta documentale in quella di bancarotta semplice e la dichiarazione di intervenuta prescrizione. E' la sentenza della Corte di appello al termine del processo per le sei persone che il Tribunale di Benevento aveva condannato, il 29 aprile del 2014, per le vicende della Cassa di mutualità del Sannio, finite al centro di un'indagine della guardia di finanza e del pm Antonio Clemente. La Cassa era stata messa in liquidazione coatta amministrativa nel gennaio 2006, con un passivo accertato di 15 milioni di euro.
La condanna 3 anni – pena coperta da indulto-era scattata per Andrea Cardone (direttore generale fino al maggio 2002 e dell'agenzia di Pietrelcina), 55 anni; Francesco Garofano, 49 anni, di Guardia Sanframondi, componente del Cda dal giugno '98 e presidente del Consiglio di amministrazione della Cassa dal luglio 2002 al marzo 2004; Armando Leone, 86 anni, di Apice, al vertice del Cda dal settembre '98 al giugno 2002, nel frattempo deceduto; Pellegrino Terlizzi, 63 anni, di Benevento, presidente del collegio sindacale dal giugno '96 al maggio 2004; Emilio De Nunzio, 65 anni, di Benevento, sindaco effettivo dal giugno '97; Paolo Nizzoli, 55 anni, residente a Pietrelcina, presidente del collegio sindacale dal maggio 2004. Nella stessa occasione erano invece stati assolti altri tre imputati: due membri del Cda e il responsabile di una filiale.
Sono stati impegnati nella difesa gli avvocati Vincenzo Regardi e Marcello Travaglione (per Cardone); Andrea De Longis junior e Pellegrino Perrotta (per Nizzoli); Antonio Di Santo (per Garofano); Marcello D'Auria (per Leone e De Nunzio); Roberto Prozzo (per De Nunzio); Gino De Pietro (per Terlizzi).
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