Il fatto non sussiste. Non c'è stata alcuna turbativa della gara per l'adeguamento ed il risanamento dell'impianto di pubblica illuminazione a Benevento. L'ha sentenziato il giudice Simonetta Rotili, così come chiesto, oltre che dalla difesa, anche dal Pm, al termine del processo a carico di Luigi Tedesco, di Torrecuso, amministratore unico della ‘Artistica srl’, la società che si era aggiudicata i lavori (per un importo di oltre 2 milioni e mezzo di euro), Roberto La Peccerella e Antonio De Gennaro, componenti la commissione esaminatrice.
Difesi dagli avvocati Roberto Prozzo e Nicola Colicchio, i tre imputati erano rimasti coinvolti in un'inchiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente e della Digos che era finita all'attenzione dell'opinione pubblica il 25 settembre 2013, quando Tedesco era stato sottoposto agli arresti domiciliari. A distanza di tre giorni era stato rimesso in libertà con l'obbligo di firma, due settimane più tardi il provvedimento cautelare era stato annullato dal Riesame.
L'accusa riteneva che Tedesco avesse illecitamente aperto le buste con le offerte, depositate entro il 31 maggio del 2010, delle ditte ‘Matera sas’ e dell’Artistica. Obiettivo: scoprire quale fosse il ribasso indicato dalla ‘Matera’ e, conseguentemente, adeguare il proprio, così da farlo risultare il migliore (33,50%). Più in particolare, avrebbe aperto le buste, custodite in Comune ed in attesa del vaglio della commissione esaminatrice, per sostituire quella presentata inizialmente con una ‘diversa offerta’ in grado di imporsi sull’altra.
Oggi la conclusione del giudizio, sul quale ha pesato anche l'inutilizzabilità di alcuni atti d'indagine compiuti fuori termine, e l'assoluzione di Tedesco, La Peccerella e De Gennaro. Perchè il fatto non sussiste.
Esp
