Poco più di un anno fa aveva subito una perquisizione, ora è stato colpito dalla sospensione per dodici mesi dall'esercizio del pubblico ufficio. E' la misura disposta dal gip Roberto Melone nei confronti di Nazzareno Gatti, 51 anni, di Benevento, un dipendente dell'Asl, destinatario anche di un sequestro di beni per equivalente dell'importo di 95mila euro, tirato in ballo da un'inchiesta dei pm Patrizia Filomena Rosa ed Assunta Tillo.
Il provvedimento, meno afflittivo di quello proposto dalla Procura – gli arresti domiciliari -, è stato adottato in un'attività investigativa curata dalla guardia di finanza e centrata sul ruolo di amministratore di sostegno – tutore svolto da Gatti, nominato dal Tribunale di Benevento in una cinquantina di procedimenti riguardanti persone in difficoltà. Per lui l'ipotesi di reato di peculato, prospettata rispetto alle somme di cui, secondo gli inquirenti, si sarebbe appropriato; denaro destinato ai propri assistiti in tutela o curatela o amministrati in sostegno. Un'accusa che l'indagato, difeso dall'avvocato Antonio Leone, respinge, convinto di poter dimostrare la correttezza delle sue condotte.
I fatti vanno dall'agosto 2014 al febbraio 2017 e sono relativi a sei pazienti. Gli elementi acquisiti dagli investigatori hanno indotto i due Pm ad avanzare la richiesta di una misura -l'avevano già fatto nell'estate 2016, ma senza risultato – che il Gip ha accolto, ordinando quella interdittiva della sospensione dalle funzioni.
Esp
