Tentato omicidio Azzurro, consulenza su lesioni della vittima

Martedì il Pm affiderà l'incarico. Ancora in silenzio il 37enne brasiliano, in carcere da un mese

Benevento.  

Dovrà accertare la natura e l'entità delle lesioni della vittima. E' l'incarico che il pm Francesca Saccone affiderà il prossimo 12 settembre, nel corso di un'udienza alla quale sono state invitate le parti, al medico legale Antonio Palmieri, il consulente scelto per valutare le conseguenze subite da Roberto Azzurro (nella foto), il 53enne artista napoletano (abita in città ed è assistito dall'avvocato Laura Silvestri) ricoverato al Rummo in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato alla gola ed all'addome nella tarda serata del 4 agosto.

Un caso al centro delle indagini dei carabinieri, per il quale è in carcere da poco più di un mese, accusato di tentato omicidio (e anche di rapina e sequestro di persona), Paulo Francisco da Silva (avvocato Antonio Bruno Romano), un 37enne di origini brasiliane, residente a Benevento con la compagna e due figli. E' ritenuto il responsabile di una vicenda drammatica che fin qui è stata ricostruita attraverso l'attività investigativa e le dichiarazioni di Azzurro. Dopo qualche affermazione iniziale, relativa ad un suo intervento in difesa del malcapitato, aggredito da una terza persona, Paulo è infatti rimasto in silenzio. Quando era comparso dinanzi al gip Flavio Cusani, che avrebbe convalidato il fermo ed adottato un'ordinanza di custodia cautelare, si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Da allora, le sue difficili condizioni psicologiche non gli hanno consentito ancora, a detta del legale che lo difende, di sostenere un interrogatorio ed offrire la propria versione dei fatti. Quella contenuta nel provvedimento del dottore Cusani rimanda ad un gesto che Paulo avrebbe fatto dopo il no di Azzurro alle avances che lui gli avrebbe rivolto.

Come più volte ricordato, i due non si conoscevano. Quel venerdì sera si erano incrociati nella zona della Rotonda dei Pentri, dove Roberto era arrivato al volante di una Matiz. Paulo era in sella ad un ciclomotore, l'avrebbe avvicinato e, convinto che l'interlocutore cercasse un approccio sessuale, avrebbe avanzato le sue richieste. Il 53enne le aveva respinte, lui avrebbe estratto un coltello e l'avrebbe usato contro Roberto; centrandolo alla testa, poi, con una pietra sulla quale erano state rinvenute tracce ematiche di cui dovrà essere stabilita la provenienza, al pari di quelle repertate nel lavabo del bagno dell'appartamento di Paulo.

Dopo aver 'bersagliato' Roberto, Paulo lo avrebbe costretto ad entrare nel bagagliaio della Matiz e lo avrebbe trasportato fino ad un cavalcavia dal quale avrebbe voluto lanciarlo di sotto, nel fiume Calore. Non ci sarebbe riuscito per l'opposizione del 53enne, gravemente ferito. A quel punto, avrebbe lasciato il malcapitato nei pressi dello svincolo di Paupisi della 372, dove era stato ritrovato e soccorso, e si sarebbe messo al volante della Matiz, intercettata e bloccata dalla polstrada di Campobasso in un'area di servizio a Termoli.

Esp