Omicidio Parrella, 30 giorni per analisi cellulari, pc, tablet

Sequestrati alle sei persone indagate per favoreggiamento

Benevento.  

Trenta giorni. Ne avrà tanti a disposizione, l'ingegnere Tullio Ambrosino, per gli accertamenti sui telefonini, i tablet e i pc sequestrati dalla Squadra mobile alle sei persone chiamate in causa, per un'ipotesi di favoreggiamento, nell'inchiesta sull'omicidio del 32enne Antonio Parrella, di Benevento, morto al Rummo lo scorso 28 luglio per una devastante emorragia cerebrale causata dai calci e dai pugni ricevuti al volto, alla testa e all'addome, la sera precedente, durante una festa di compleanno in un ristorante alla contrada Pino.

Il professionista ha ricevuto questa mattina l'incarico dal sostituto procuratore Miriam Lapalorcia, presenti i legali delle parti interessate: gli avvocati Grazia Luongo e Angelo Leone, per i familiari della vittima, e gli avvocati Antonio Leone, Nazzareno Fiorenza, Mariana Mastella, Maria Crsitina Caracciolo e Gerardo Giorgione, che difendono i sei indagati: Corrado Sparandeo, 31 anni, Silvio Sparandeo, 27 anni, Vincenzo Piscopo, 59 anni, Giovanni Piscopo, 36 anni, Michele Meoli, 26 anni, Gianluca Peluso, 26 anni, tutti di Benevento.

Oltre a loro, Umberto Sferruzzi, 28 anni, che il 28 luglio era stato arrestato con l'accusa di omicidio aggravato dai futili motivi prospettata in un'ordinanza di custodia cautelare che il Riesame aveva però successivamente annullato il 9 agosto, rimettendo in libertà il giovane dopo tredici giorni di detenzione in carcere, per carenza dei gravi indizi di colpevolezza.

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