Rimborsi alle scorte, in aula due dirigenti della Questura

Imputati agenti e albergatore. Ascoltati ex capo Gabinetto, Capolupo, ed ex guida Digos, Verrusio

Benevento.  

Fogli di viaggio, incarico di missione, autorizzazioni al pernottamento, ratifica: sono le espressioni maggiormente ripetute durante le risposte, centrate anche sui vari passaggi previsti da norme e regolamenti, e sulle comunicazioni alla Prefettura ed al Ministero, fornite dai testimoni comparsi questa mattina dinanzi al giudice Fallarino nel processo a carico di sei poliziotti e del titolare di un albergo rinviati a giudizio, con diverse posizioni, nell'indagine, diretta dal sostituto procuratore Giovanni Tartaglia Polcini e condotta dalla Digos, sui rimborsi delle spese sostenute nel 2011 nei servizi di scorta ad un parlamentare.

In aula agenti e impiegati degli uffici servizi e contabile della Questura, l'ex dirigente della Digos Giusy Verrusio, ora a Napoli, e l'ex capo di Gabinetto, Lorena Capolupo, attualmente al vertice della Divisione di polizia amministrativa, sociale e dell'immigrazione.

Nel mirino degli inquirenti sono finite le somme che sarebbero state incassate dopo aver presentato fatture e ricevute, ritenute false, relative ai costi per il pernottamento ed i pasti nella Capitale. Le accuse a vario titolo: truffa e falso. L'elenco degli imputati include Maurizio Aloia, Salvatore Ingaldi, Alessandro Melisi, Angelo Gatta, Toni Intorcia e Nino Bruno Votto, ai quali si aggiunge Ernesto Arcioni, un albergatore di Roma, difesi dagli avvocati. Angelo Leone,Vincenzo Regardi, Antonio Leone, Camillo Cancellario e D'Amato. Una nuova udienza è in programma il 20 novembre.

Esp