"Vi sono momenti – ha spiegato la dottoressa Palma - in cui, come ha ben sottolineato anche il ministro della Giustizia, la società e le istituzioni tentano a rimuoverci insieme alla realtà in cui lavoriamo. Il nostro lavoro ha un senso solo se lo svolgiamo in nome e per conto della società”.
Così Maria Luisa Palma, direttrice del carcere di Benevento, ieri alla festa della Polizia penitenziaria, il 200esimo anniversario del Corpo. Un discorso ricco di concetti quello della numero uno dell'istituto di pena sannita, che, dopo aver salutato le tante autorità presenti, ha voluto accendere i riflettori sul lavoro di chi quotidianamente, giorno e notte, e nonostante le tante difficoltà dovute alla carenza cronica di personale, è chiamato a svolgere un ruolo delicato nelle carceri.
“Un lavoro pesante e fonte di stress, come testimoniano le proteste di questi giorni delle sigle sindacali. Però io credo - ha aggiunto la dottoressa Palma - che in questo momento dobbiamo soffermarci sull'importanza della nostra missione. Un lavoro che comporta doti di equilibrio, umani, energici e sensibili”.
La direttrice ha poi voluto salutare i tanti agenti penitenziari in pensione presenti e il commissario capo della polizia penitenziaria di Benevento, Mario Tarantino, che a breve lascerà il servizio per la meritata pensione. “Già ci manca Tarantino. Noi siamo felici per lui, asso portante dell'organizzazione dell'Istituto di pena con le sue capacità, le sue doti di equilibrio, di umanità, di efficienza e di intelligenza. Mi preme sottolineare che il suo esempio sta ispirando il servizio di tante persone che stanno moltiplicando il loro impegno affinchè si mantengano gli standard di elevata qualità raggiunti fino ad oggi. Standard elevato – ha poi concluso la direttrice Palma – che durante una recente visita del Garante nazionale delle persone recluse è stato segnalato come esempio di efficacia applicazione dei principi costituzionali in materia di esecuzione penale”.
Prima della direttrice ha preso la parola il commissario capo Antonio Cimmino, comandante del Nucleo operativo traduzioni degli istituti di pena di Benevento ed Arienzo. Il commissario Cimmino, dopo aver salutato il collega Tarantino, esaltandone le doti dimostrate nei decenni che ne hanno tracciato la lunga e positiva carriera, ha snocciolato i numeri di operazioni e servizi di istituto effettuati dagli agenti nell'ultimo anno. “Un lavoro duro e mai semplice che ha però contribuito in maniera fondamentale al ruolo al quale siamo chiamati”. Menzione particolare per tutti i reparti, i cinofili regionali in primis che da Benevento quotidianamente vengono chiamati in tutta la regione per svolgere controlli e perquisizioni che hanno portato al sequestro di tantissime dosi di droga che i parenti dei detenuti in molti episodi hanno cercato di far entrare in carcere durante i colloqui.
Al termine della cerimonia ci sono state le premiazioni di alcuni agenti che si sono distinti in particolari operazioni di servizio.
Encomio solenne è stato concesso dal capo del dipartimento all'assistente capo della polizia penitenziaria Mauro De Luca per aver salvato un uomo che aveva scavalcato il parapetto di un ponte a Benevento con il chiaro intento di suicidarsi.
Lode agli assistenti capo Sergio Gentile e Alessandro Zollo per aver salvato un detenuto che in carcere stava per suicidarsi.
Ed ancora, Lode per l'assistente capo Giovanni Maglio per aver partecipato ad un'operazione antidroga all'interno del carcere di Carinola e Lode per l'assistente Capo Salvatore Viscusi per aver salvato un altro detenuto che si stava per suicidare.
