L'aveva chiesto la difesa con l'obiettivo di una perizia sulla natura e l'entità delle lesioni della vittima. Ma il gip Flavio Cusani ha ritenuto, in soldoni, che sia ormai trascorso troppo tempo dall'episodio, e per questo non ha fissato l'incidente probatorio nel corso del quale avrebbe dovuto affidare ad uno specialista l'incarico di valutare le conseguenze subite da Roberto Azzurro (nella foto), il 53enne artista napoletano (abita in città ed è assistito dall'avvocato Laura Silvestri) ricoverato al Rummo in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato alla gola ed all'addome nella tarda serata dello scorso 4 agosto.
Si tratta di un caso al centro delle indagini del pm Francesca Saccone e dei carabinieri, per il quale è in carcere da due mesi, accusato di tentato omicidio (e anche di rapina e sequestro di persona), Paulo Francisco da Silva (avvocato Antonio Bruno Romano), un 37enne di origini brasiliane, residente a Benevento con la compagna e due figli.
E' ritenuto il responsabile di una vicenda drammatica che fin qui è stata ricostruita attraverso l'attività investigativa e le dichiarazioni di Azzurro, secondo le quali l'indagato lo avrebbe colpito, anche con una pietra, per aver rifiutato le sue avances. Dopo qualche affermazione iniziale, relativa ad un suo intervento in difesa del malcapitato, aggredito da una terza persona, Paulo è infatti rimasto in silenzio. Quando era comparso dinanzi al gip Flavio Cusani, che avrebbe convalidato il fermo ed adottato un'ordinanza di custodia cautelare, si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Da allora, le sue difficili condizioni psicologiche non gli hanno consentito ancora, a detta del legale che lo assiste, di sostenere un interrogatorio ed offrire la propria versione dei fatti.
Esp
