Sei mesi fa era stata ascoltata come parte offesa in un processo per stalking a carico dell'ex compagno. L'aveva fatto in un'udienza nel corso della quale, probabilmente in preda ad uno stato di alterazione alcolica, aveva inveito contro il difensore dell'imputato ed il giudice Polito, che per questo aveva disposto la trasmissione degli atti alla Procura.
Questa mattina è tornata in Tribunale, stavolta dinanzi al collegio che dovrà pronunciarsi su M.B., 60 anni, di Montesarchio, l'uomo con il quale aveva avuto una relazione. Per lui le accuse di violenza sessuale e stalking che nel settembre dello scorso anno gli erano costati gli arresti domiciliari ordinati dal gip Loredana Camerlengo.
Assistita dagli avvocati Mario Cecere e Pierluigi Pugliese, la donna ha risposto solo alle domande del pm Marilia Capitanio, ribadendo gli addebiti nei confronti dell'ex, mentre il 28 novembre dovrà fare altrettanto con quelle dell'avvocato Rolando Iorio, che difende il 60enne. Chiamato in causa da un'indagine dei carabinieri sulle violenze sessuali di cui – secondo la Procura - si sarebbero reso responsabile.
Nel mirino degli inquirenti, poi, anche due episodi: il primo è relativo all'intrusione nell'abitazione della donna munito di guanti e di una corda che avrebbe cercato di stringere al collo della malcapitata, che era riuscita a fuggire. In un'altra occasione, poi, avrebbe versato della benzina nello stesso appartamento, lasciando una bottiglia di liquido infiammabile sul tavolo del soggiorno.
Esp
