Il Pm ne aveva proposto la condanna a 4 anni, ma il Tribunale di Larino, in linea con le richieste della difesa, ha qualificato come truffa l'iniziale accusa di estorsione aggravata e ne ha dichiarato l'intervenuta prescrizione. E' la sentenza pronunciata al termine del processo a carico di Carmine Altivalle, 73 anni, e Marco Remino, 54 anni, di Benevento - sono stati assistiti dall'avvocato Andrea De Longis senior -, rimasti coinvolti in un'inchiesta della Procura di Macerata che era rimbalzata all'onore delle cronache nel dicembre 2008. Quando i due imputati erano stati arrestati dalla Squadra mobile sannita dopo aver ritirato nel piazzale di un hotel a Termoli 10mila euro (500 in contanti, gli altri in assegni) da un imprenditore marchigiano da tempo in lite con un notaio.
Comparsi dinanzi al gip, che li aveva poi rimessi in libertà, Altivalle e Remino avevano spiegato che i soldi altro non erano che un regalo che lo stesso imprenditore avrebbe fatto ad entrambi per aver ricevuto una cassetta con una registrazione nella quale una persona avrebbe fatto cenno all'intenzione, attribuita al notaio, di farlo uccidere. Inoltre, avevano aggiunto che le telefonate partite da una cabina all'inizio del viale Atlantici, erano servite a mettere in guardia l'avvocato dell'imprenditore sui rischi che correva il suo assistito.
Diversa l'impostazione accusatoria, secondo la quale gli allora indagati, bloccati a bordo di una Kia Carnival, avrebbero ottenuto la somma in cambio della registrazione. Ora la pronuncia dei giudici, che hanno stabilito che non si trattava di una estorsione, ma di una truffa. Cancellata dal tempo.
Esp
