Dodici mesi fa il vociare delle scolaresche e l'innocente stupore dei bambini avevano perlomeno vivacizzato il clima, scrostandolo di qualche tratto di inevitabile ritualità. Quest'anno, invece, 'banchi vuoti' in piazza Castello per la Festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate. E pochissimi cittadini. Una tendenza quest'ultima ormai consolidata da tempo per un momento celebrativo che dovrebbe richiamare l'attenzione della gente comune, e che invece a Benevento si è trasformato, inesorabilmente, in un appuntamento per autorità, forze armate e di polizia, addetti ai lavori.
Peccato, perchè la memoria va coltivata continuamente, anche attraverso la partecipazione popolare, magari da sollecitare in modi diversi rispetto agli attuali. Rigido il protocollo: il prefetto Paola Galeone – impossibile non notare la sua vistosa mise rossa- ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Mattarella, mentre il colonnello Alessandro Puel, comandante dei carabinieri sanniti, ha fatto altrettanto con quello del ministro della Difesa Pinotti.
E ancora: il passaggio in rassegna dello schieramento, l'alzabandiera e la deposizione di una corona davanti al monumento ai caduti. “Il modo migliore per onorarli è rispettare le regole”, ha sottolineato Galeone. “Quelli che immolarono la loro vita nella disfatta di Caporetto, di cui ricorre il centenario, sono stati per decenni dimenticati, credo sia giunta l'ora di intitolare loro una piazza o una strada”, ha affermato Claudio Ricci, presidente della Provincia.
Il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha espresso la preoccupazione per le “forme di frantumazione dell'unità nate in vari Paesi, compreso il nostro” e si è detto convinto che la “difesa della libertà vada accompagnata alla giustizia sociale, alla lotta contro la povertà, all'accoglienza”.
L'obiettivo è “lavorare per la pace, pensando di più con il cuore”, ha concluso. Un tema, quello della pace, sul quale si è soffermato Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento. “Dobbiamo trovarla innanzitutto dentro di noi che abbiamo tante micce pronte ad esplodere, poi dobbiamo operare tutti insieme per raggiungerla. Perchè la pace è l'unica vittoria possibile, la guerra è sempre una sconfitta”.
Al termine, poi, la consegna delle onorificenze. Quella di cavaliere è andata ad Aldo Pirozzi, sovrintendente capo della polizia in pensione, Francesco Iannelli, caposquadra esperto dei vigili del fuoco a riposo, Pietro Pellegrini e Sabato Mogavero, appuntati scelti dei carabinieri, Michele Bozzo, assistente capo della polizia; attestato di benemerenza, infine, per Francesco Mancinelli, docente del 'Mattei' di Caserta.
Esp
