Tentata estorsione su lavori piazza Bissolati, una condanna

4 anni e 8 mesi ad Angelo Viola. Escluso il metodo camorristico. Un'altra persona già condannata

Benevento.  

Il pm della Dda Luigi Landolfi aveva proposto 9 anni, il Tribunale ne ha inflitti 4 e 8 mesi. E' la condanna stabilita pochi minuti fa al termine del processo a carico di Angelo Viola - i suoi legali, gli avvocati Antonio Leone e Domenico Dello Iacono, ne avevano chiesto l'assoluzione-, 51 anni, di Benevento, riconosciuto responsabile di tentata estorsione, ma senza l'aggravante del metodo camorristico che era stata contestata.

Si tratta di un'accusa prospettata in concorso anche per Stanislao Sparandeo, 38 anni, già condannato a 4 anni, con rito abbreviato, dal gup del Tribunale di Napoli, anch'egli senza l'aggravante mafiosa. E' l'epilogo di un'indagine dei carabinieri e della Dda rimbalzata all'onore delle cronache nel novembre 2015, quando era stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere (dallo scorso febbraio Viola è ai domiciliari).

Nel mirino degli inquirenti il tentativo di imporre il pizzo al titolare dell'impresa impegnata nei lavori di restyling di piazza Bissolati. Che, quando era stato ascoltato in aula, aveva ricordato che nel febbraio 2013 due uomini, che non conosceva, l'avevano fermato nei pressi della sua abitazione. Aggiungendo che che uno di loro – il più giovane – avrebbe avanzato la richiesta (“Mi devi dare i soldi, 20-25mila euro...”), e precisando di aver avuto la sensazione che l'altro, rimasto in silenzio, avesse comunque ascoltato quelle parole. Il passo successivo era stata la denuncia ai carabinieri, che avevano avviato l'attività investigativa.

Esp