E' un' inchiesta che all'epoca aveva fatto particolarmente rumore. L'avevano innescate le inquietanti confessioni di un pentito di camorra sulla gestione illecita dei rifiuti tra la fine degli anni '80 e la metà degli anni '90. Parole che avevano anche investito, come teatro di interramenti di materiali più o meno pericolosi, anche alcune zone della provincia di Benevento, preoccupando inevitabilmente le comunità.
E' da qui che era partita l'attività investigativa del sostituto procuratore Nicoletta Giammarino e della Forestale, con un'indagine che ora è stata archiviata perchè nel frattempo è intervenuta la prescrizione dei reati. E' l'epilogo di un lavoro che, iniziato nell'ottobre del 2014, si era concluso a distanza di un anno. Dopo una campagna di scavi che aveva interessato Sant'Agata dei Goti (alle località Capellino e Palmentata), Dugenta, Tocco Caudio, Morcone; dopo un lavoro che aveva riportato alla luce rifiuti speciali in quantità, ma non con le caratteristiche di pericolosità più temute.
Le operazioni di verifica erano state accompagnate anche da dichiarazioni e interrogazioni di alcuni esponenti del mondo politico. I sondaggi erano stati avviati in una serie di terreni; in particolare, nei punti ritenuti il terminale più probabile degli sversamenti illeciti, utilizzando anche il geomagnetometro, una strumentazione messa a disposizione dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che aveva permesso di individuare e recuperare, tirandoli fuori da una profondità di parecchi metri, anche alcuni fusti. Un monitoraggio che aveva consentito, allo stato, di mappare la presenza di metalli in concentrazioni abnormi, ma non dei temutissimi idrocarburi policiclici aromatici. Questo, per quanto era stato possibile conoscere, il quadro complessivo delle analisi curate dall'Arpac.
La Procura aveva poi invitato i Comuni ad attivarsi per le procedure di bonifica: un meccanismo complesso che, dopo le ordinanze adottate dagli enti locali, necessita di ulteriori momenti di coinvolgimento di altri livelli amministrativi. Nel frattempo, è scattata l'archiviazione dell'inchiesta, che si è tradotta nel dissequestro dei fondi e nella loro restituzione ai proprietari: è il caso di due persone di Sant'Agata dei Goti difese dall'avvocato Alessandro Della Ratta.
Esp
