"Garza non rimossa", condannati sette medici ed infermieri

Accusati di lesioni colpose ad un paziente sottoposto ad un intervento all'anca

garza non rimossa condannati sette medici ed infermieri
Benevento.  

Sono stati ritenuti tutti responsabili di “cooperazione colposa”, perche avrebbero provocato lesioni ad un paziente. Un mese: questa la pena, sospesa, stabilita dal giudice Telaro al termine del processo nei confronti di sette medici ed infermieri dell'ospedale Fatebenefratelli di Benevento. Per loro anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore della parte civile, di cui è stata invece respinta la richiesta di una provvisionale.

La condanna è scattata per i dottori Antonio Piscopo, Federico Forgione, Salvatore D'Auria e Luigi Pellegrino, e per gli infermieri Celestino Marino, Italia Cataudo e Antonio Russo, difesi dagli avvocati Francesco Cesaro, Angelo Leone, Giuseppe Maturo, Fabio Lanza, Andrea De Ciampis, Anna Meccariello e Fortunato Prisco. Gli imputati erano stati chiamati in causa, a vario titolo, in un'indagine avviata dal sostituto procuratore Marcella Pizzillo dopo la denuncia presentata dai familiari di un pensionato di Afragola, rappresentato dall'avvocato Fernando Maria Pellino, che aveva 75 anni all'epoca dei fatti.

Risalgono al 2011 e sono relativi, nella ricostruzione che ne ha fatto la Procura, ai problemi di cui avrebbe sofferto l'uomo per una garza che non sarebbe stata rimossa, all'altezza del gluteo, nel corso di un'operazione di protesizzazione dell'anca sinistra al quale era stato sottoposto il 2 marzo di sette anni fa. Un corpo estraneo che non sarebbe stato refertato nel post operatorio, e che sarebbe stato estratto, dopo una radiografia, durante un secondo intervento eseguito, a distanza di cinque mesi, presso una casa di cura ad Acerra.

Ieri la discussione: l'accusa aveva chiesto pene variabili da 2 a 3 mesi, mentre i difensori, oltre ad evidenziare la mancata emersione della prova dal dibattimento, avevano proposto che fosse riconosciuta la colpa lieve; poi, in serata, la decisione del giudice di primo grado.

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