Due giornate di astensione dalle udienze a livello nazionale. Le ha indette l'Unione delle Camere penali italiane per il 13 ed il 14 marzo in segno di protesta contro il provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri, che rinvia la possibile entrata in vigore della riforma penitenziaria”. Facendo, in questo modo, spiegano i penalisti, “di fatto prevalere timori in tema di consenso elettorale rispetto alla concreta realizzazione delle condivise scelte valoriali; ponendo evidentemente a rischio la effettiva realizzazione di una riforma fondamentale nell’ambito della esecuzione penale e dell’ordinamento penitenziario che ha creato grandi e giustificate aspettative di adeguamento del sistema ai principi costituzionali”.
Occorre dare – secondo l'Unione- “ulteriore appoggio e solidarietà alla lunga e civile protesta di Rita Bernardini e di oltre 10.000 detenuti che stanno attuando lo sciopero della fame”, di qui la necessità di “un’immediata presa di posizione dell’Avvocatura penale che unifichi e coordini gli sforzi di tutti coloro che vogliono l’attuazione della Riforma”. Di qui l'astensione, che sarà preceduta da una conferenza stampa a Roma, presso la sede dell’UCPI, il 27 febbraio, alle ore 11.
L'obiettivo è sollecitare il governo all’immediata approvazione del decreto, “affinché si riprenda una politica riformatrice di attuazione dei principi della Costituzione e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Nel mirino delle critiche “una politica che calpesta i diritti fondamentali dei detenuti, negando i principi propri della Costituzione e dei Trattati Internazionali da tempo sottoscritti dall’Italia, mentre i dati statistici ministeriali sulla recidiva dimostrano come l’effettiva applicazione delle misure alternative, piuttosto che la indistinta carcerizzazione, costituisce un effettivo incremento della sicurezza di tutti i cittadini”.
Esp
