Resta in carcere Silvio Sparandeo, 28 anni, di Benevento, accusato dell'omicidio preterintenzionale di Antonio Parrella, 32 anni, morto al Rummo il 27 luglio dello scorso anno per le conseguenze delle botte subite, la sera precedente, durante una festa di compleanno.
La dodicesima sezione del Riesame ha infatti respinto il ricorso presentato dagli avvocati Dario Vannetiello e Maria Cristina Caracciolo contro l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavio Cusani nell'indagine del sostituto procuratore Miriam Lapalorcia e della Squadra mobile.
Lunedì la discussione dinanzi al Tribunale di Napoli, presente il procuratore capo Aldo Policastro e i difensori. Ora la pronuncia del collegio, che ha dunque confermato il provvedimento restrittivo. Come più volte ricordato, durante l'interrogatorio di garanzia, Silvio Sparandeo aveva respinto l'accusa, sostenendo di avergli solo rifilato qualche schiaffo, ma nessun calcio. Nella stessa occasione aveva anche fornito la sua versione sulle immagini fissate dalle telecamere di un'abitazione, affermando di aver notato Parrella precipitarsi lungo le scale e di essergli andato dietro per capire cosa fosse successo. L'aveva visto cadere, poi rialzarsi e continuare a correre, fino alla seconda caduta. Solo allora lui era intervenuto, e non per fargli del male, ma provando ad aiutarlo. Gettandogli anche dell'acqua sul volto e chiedendo di chiamare l'autoambulanza.
Una ricostruzione opposta a quella tratteggiata dagli inquirenti e dal gip Cusani, secondo il quale Silvio Sparandeo non aveva l'intenzione di uccidere Antonio Parrella, un “amico con il quale aveva scherzato per l'intera giornata, con il quale non esistevano motivi di tensione, conflitto o contrasto”. Picchiandolo, voleva dargli una lezione, “per aver rovinato il clima di festa proprio al taglio della torta”. (LEGGI ALTRO ARTICOLO)
Esp
