Era stato il proprietario a dare l'allarme e a consentire l'immediato intervento di polizia e carabinieri, che li avevano arrestati. Era il 19 ottobre dello scorso anno quando Raffaele Romano e Giovanni Cacace, di Napoli, all'epoca entrambi cinquantenni, erano stati fermati con l'accusa di aver tentato un furto nel tabacchi-edicola Varrella, al Corso Garibaldi. Questa mattina hanno patteggiato dinanzi al gip Flavio Cusani la pena di 8 mesi ed una multa di 400 euro, ottenendo la revoca dei domiciliari, ai quali erano sottoposti.
Tutto era accaduto durante la notte, quando l'attenzione del commerciante era stata richiamata da alcuni rumori, provocati dal buco che i due uomini avevano già praticato nel muro di divisione tra il locale ed il cantiere di piazza Duomo, nel quale erano penetrati. 'Armati' di una trivella metallica a mano con la quale avevano realizzato un foro largo una decina di centimetri e profondo sette. Il varco che avrebbe voluto allargare per introdursi nella rivendita e mettere a segno il colpo.
Il piano era però saltato per l'arrivo delle forze dell'ordine, che nell'occasione avevano anche sequestrato, oltre alla Fiat Punto con la quale i due napoletani erano arrivati a Benevento, anche alcuni attrezzi per lo scasso. In particolare, oltre alla trivella, due cacciaviti ed una tronchese. Romano e Cacace erano finiti nel carcere di contrada Capodimonte, che avevano lasciato dopo l'udienza di convalida. Quando il gip Maria Ilaria Romano aveva adottato nei loro confronti un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti in casa.
E' la misura alla quale sono rimasti per sei mesi e mezzo, fino all'appuntamento di oggi con il dottore Cusani, che si è tenuto, nonostante l'astensione nazionale dei penalisti, perchè riguardava, appunto, due persone in stato di detenzione.
Esp
