Omicidio Nizza, chiesta proroga dell'indagine su due persone

Cosimo, 48 anni, fu ucciso a colpi di pistola, in strada, il 27 aprile del 2009

Benevento.  

Sarà il gip Flavio Cusani a decidere sulla proroga dell'inchiesta, proposta dal sostituto procuratore Flavia Felaco, sull'omicidio di Cosimo Nizza, 48 anni, di Benevento, ucciso a colpi di pistola il 27 aprile del 2009. Lo stesso giorno in cui, quattro anni prima, era finito su una sedia a rotelle per le conseguenze di un incidente stradale.

Due le persone tirate in ballo: un 34enne ed un 41enne della città, quest'ultimo chiamato in causa, al pari di un 36enne e di un 33enne, sempre di Benevento, anche in un'attività investigativa in materia di spaccio di droga che risale al giugno del 2012. Compare anch'essa nella richiesta avanzata dal Pm nei confronti dei quattro indagati a vario titolo, difesi dagli avvocati Vincenzo Sguera, Claudio Fusco ed Antonio Leone.

Come più volte ricordato, quello di Cosimo Nizza è un delitto che a distanza di nove anni è ancora senza una soluzione. Il 48enne era una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, più volte era rimasto invischiato in operazioni ed indagini, ma dal 2007 non era più sottoposto alla sorveglianza speciale. Sposato e con figli, abitava in via Bonazzi, al rione Libertà, in un appartamento al piano rialzato di uno stabile che aveva dotato di videocitofono e persiane in ferro.

La mattina in cui la sua esistenza era stata stroncata violentemente, era in strada. Un operaio stava effettuando dei lavori sulla parte posteriore del palazzo, lui li stava seguendo muovendosi con la sua carrozzella elettrica. Non aveva potuto fare alcunchè contro gli assassini. Gli erano arrivati alle spalle. In due, con il volto coperto da un casco integrale ed in sella ad uno scooterone, probabilmente di colore grigio, con la targa non riconoscibile. Tre i proiettili calibro 7.65 esplosi da una pistola a breve distanza, la vittima non aveva avuto scampo dopo essere stata centrata al capo, alla nuca ed al di sopra dell'orecchio destro.
I killer erano fuggiti, facendo perdere le loro tracce, dopo aver 'firmato' una esecuzione compiuta con modalità di stampo camorristico. Riunioni e vertici istituzionali si erano susseguiti nelle ore successive, collegamento diretto tra Dda di Napoli e Procura sannita. Da allora, però, nonostante lo sforzo investigativo, tutto è rimasto avvolto dal mistero. Buio fitto sul movente e sui responsabili. Tante le ipotesi, nessuna delle quali si è però tradotta concretamente in nomi e cognomi. Ancora sconosciuti quelli di chi ha ordinato ed eseguito la missione di morte.

Esp