Dagli arresti domiciliari al divieto di avvicinamento alla parte offesa, alla sua abitazione e al luogo di lavoro. Attenuata dal gip Gelsomina Palmieri la misura a carico di un 41enne di Benevento – è difeso dagli avvocati Vincenzo Regardi e Roberto Pulcino – che lo scorso 23 marzo era stato sottoposto agli arresti domiciliari con l'accusa di stalking ai danni dell'ex moglie - è assistita dall'avvocato Nazzareno Fiorenza -, contenuta in un'ordinanza di custodia cautelare adottata dal gip Loredana Camerlengo su richiesta del sostituto procuratore Miriam Lapalorcia, titolare di un'indagine condotta dalla Squadra mobile.
Secondo gli inquirenti, avrebbe seguito i movimenti della donna, dopo essersi appostato sotto casa, l'avrebbe percossa, offesa e minacciata di morte. Condotte persecutorie che avrebbero costretto la malcapitata a cambiare le sue abitudini di vita: camuffandosi con parrucca ed occhiali, prima di uscire, per paura di essere riconosciuta, e adoperando l'auto di un parente per recarsi ogni giorno al lavoro. In una circostanza, poi, l'avrebbe cacciata dall'abitazione di fronte al suo no ad un rapporto sessuale.
Addebiti che, come si ricorderà, l'uomo aveva respinto durante l'interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice, quando aveva fornito la sua versione sui fatti contestati. Aveva escluso di aver picchiato l'ex coniuge, aveva offerto la sua spiegazione rispetto al tenore di quei messaggi ritenuti di stampo intimidatorio (“Ricordati che non sarà adesso ma prima o poi ti uccido, te lo giuro...”), che aveva definito il risultato di uno “sfogo”. Lui non accettava infatti l'idea che lei volesse separarsi e archiviare, così, il matrimonio. “Le ho sempre voluto bene, non ho mai usato violenza nei suoi confronti...”, aveva concluso il 41enne, ora non più agli arresti.
Esp
