Mancava il professore Pietrantonio Ricci, impegnato altrove. Ecco perchè il gup Loredana Camerlengo, che avrebbe dovuto farlo questa mattina, gli affiderà il 7 giugno l'incarico della perizia psichiatrica su Paulo Francisco da Silva (avvocato Antonio Bruno Romano), un 38enne di origini brasiliane, residente a Benevento, che da oltre nove mesi è in carcere con le accuse di tentato omicidio, rapina e sequestro di persona ai danni di Roberto Azzurro, il 54enne attore napoletano -abita alle porte della città ed è assistito dall'avvocato Laura Silvestri- che era stato ricoverato al Rummo in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato alla gola ed all'addome nella tarda serata del 4 agosto dello scorso anno.
Il rinvio ha preso in contropiede, soprattutto, il legale della parte offesa, reduce da un viaggio notturno in treno per raggiungere Benevento ed essere presente all'appuntamento dinanzi al giudice. La valutazione delle condizioni psichiatriche, sollecitata dalla difesa, è stata disposta nel giudizio abbreviato a carico dell'imputato, che, secondo una consulenza di parte curata dal dottore Ferdinando Melchiorre, è affetto da un disturbo della personalità border line con sottofondo psicotico.
Se ne riparlerà, dunque, tra una ventina di giorni, quando sarà registrata l'ennesima tappa di una storia drammatica, ricostruita attraverso le indagini dei carabinieri e le dichiarazioni della vittima. E scandita, fin qui, dal silenzio del 38enne. Che, secondo quanto riferito dall'artista, lo avrebbe ripetutamente colpito, anche con una pietra, dopo il suo no ad avances sessuali. I due non si conoscevano, quel venerdì sera si erano incrociati nella zona della Rotonda dei Pentri, dove Roberto era arrivato al volante di una Matiz. Paulo era in sella ad un ciclomotore, avrebbe avanzato le sue richieste e, di fronte al rifiuto dell'allora 53enne avrebbe estratto un coltello e l'avrebbe usato contro Roberto, colpendolo alla gola e non solo, anche con una pietra.
Paulo lo avrebbe inoltre costretto ad entrare nel bagagliaio della Matiz e lo avrebbe trasportato fino ad un cavalcavia dal quale avrebbe voluto lanciarlo di sotto, nel fiume Calore. Non ci sarebbe riuscito per l'opposizione del malcapitato, che, gravemente ferito, si era aggrappato al guard rail. A quel punto, anche per il sopraggiungere di una macchina, lo avrebbe lasciato nei pressi dello svincolo di Paupisi della 372, dove era stato ritrovato e soccorso, e si sarebbe messo al volante della Matiz, intercettata e bloccata dalla polstrada di Campobasso in un'area di servizio a Termoli.
Esp
