Sono cinque le persone finite agli arresti domiciliari in un'indagine del Procuratore aggiunto Giovanni Conzo, del sostituto Patrizia Filomena Rosa sulla gestione di alcuni centri migranti del Sannio.
I destinatari della misura cautelare, adottata dal gip Gelsomina Palmieri, sono Paolo Di Donato, 48 anni, di Sant'Agata dei Goti, ex amministratore e da qualche anno consulente del consorzio Maleventum; Giuseppe Pavone, 53 anni, di Benevento, dipendente del ministero della Giustizia; Felice Panzone, 58 anni, di Montecalvo Irpino, dipendente della Prefettura, ora non più in servizio a Benevento; Salvatore Ruta, 58 anni, di Airola, carabiniere in servizio alla Compagnia di Montesarchio, e Angelo Collarile, 46 anni, di Benevento, gestore di fatto di un centro di accoglienza.
Le ipotesi di reato contestate a vario titolo vanno dalla truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla frode in pubbliche forniture, alla corruzione e alla rivelazione di segreti d’ufficio.
Si tratta di un'inchiesta condotta dalla Digos dai carabinieri del Nas di Salerno e del Nucleo investigativo di Benevento avviata nel 2015 e che secondo gli inquirenti, avrebbe consentito di far emergere una serie di presunte irregolarità. L'attività investigativa è stata scandita anche da alcuni sequestri operati a più riprese sia a Benevento, sia in alcuni centri della provincia.
In particolare, la Procura, guidata da Aldo Policastro, aveva proposto la custodia in carcere per Di Donato e Panzone, ma il Gip ha ritenuto adeguato il regime dei domiciliari, disposto sulla sussistenza del pericolo di reiterazione del reato. La stessa dottoressa Palmieri ha anche respinto la richiesta di sequestro preventivo delle strutture avanzata dalla Procura.
Gli indagati - complessivamente sono quarantuno- hanno nominato come loro difensori, tra gli altri, gli avvocati Nazzareno Fiorenza, Pietro Farina, Antonio Verde, Vittorio Fucci, Angelo Leone, Valeria Verrusio.
Esp
