Migranti: interrogatori di domani, niente scorta a 3 indagati

I legali di Di Donato, interrogato ieri, hanno depositato oggi una serie di documenti

Benevento.  

Rebus sic stantibus, recita una locuzione latina. Le cose stanno così: e se ieri era accaduto che tre dei cinque indagati convocati per l'interrogatorio di garanzia- che aveva però riguardato solo Paolo Di Donato e Giuseppe Pavone - erano stati accompagnati in Tribunale, dopo una sosta in questura apparsa irrituale, dalla Digos, domani, invece, gli altri tre potranno arrivare da soli, e senza alcuna scorta, al palazzo di giustizia.

Appuntamento al quarto piano, dove dinanzi al gip Gelsomina Palmieri, compariranno Felice Panzone (avvocato Alessio Lazazzera), 58 anni, di Montecalvo Irpino, funzionario della Prefettura, dal 2017 non più in servizio a Benevento, per il quale era stato disposto lo stesso trattamento di Di Donato e Pavone; Salvatore Ruta (avvocato Vittorio Fucci), 58 anni, di Airola,  carabiniere in forza alla Compagnia di Montesarchio, e Angelo Collarile (avvocato Antonio Verde), 46 anni, di Benevento, gestore di fatto di una struttura di accoglienza.

Si tratta delle persone finite agli arresti domiciliari nell'inchiesta del procuratore aggiunto Giovanni Conzo e del sostituto Patrizia Filomena Rosa sulla gestione di alcuni centri per migranti nella provincia di Benevento. Diverse le ipotesi di reato contestate, tutte respinte, ieri, nel faccia a faccia con la dottoressa Palmieri, che aveva firmato l'ordinanza di custodia cautelare, ed i due Pm, da Di Donato (avvocati Nazzareno Fiorenza e Pietro Farina), 48 anni, di Sant'Agata dei Goti, indicato come il 'dominus' del Consorzio Maleventum, e Pavone (avvocati Luca Guerra e Giovanni Procaccini), dipendente del ministero della Giustizia che all'epoca dei fatti lavorava in Procura.

In attesa del Riesame, i loro difensori hanno chiesto la revoca o l'attenuazione della misura, la pronuncia del Gip arriverà dopo la conclusione di tutti gli interrogatori. Questa mattina, intanto, i legali di Di Donato hanno depositato una serie di documenti a supporto delle dichiarazioni rese dal loro assistito in relazione al ruolo di dirigente svolto tra il 2015 ed il 2016, alle verifiche operate dai Nas, all'acquisto di generi alimentari, ai tempi di allaccio della Gesesa per la fornitura dell'acqua e alla problematica delle firme giornaliere.

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