"Tangente sui lavori", lunedì Maturo e Di Muzio dinanzi al Gip

Interrogatorio di garanzia per sindaco di Cusano e geometra, ai domiciliari per concussione

Benevento.  

Il primo sarà Giuseppe Maria Maturo, 52 anni, dal maggio 2014 sindaco di Cusano Mutri, poi sarà la volta di Remo Di Muzio, 43 anni, geometra libero professionista. Entrambi sono attesi, lunedì, al quarto piano del Tribunale, dall'interrogatorio di garanzia dinanzi al gip Gelsomina Palmieri, che ne ha ordinato gli arresti domiciliari per concorso in concussione.

Per Maturo, difeso dagli avvocati Antonio Barbieri e Marcello Severino, e Di Muzio, assistito dagli avvocati Patrizia Pastore e Giuseppe Francesco Massarelli, sarà l'occasione, se non si avvarranno della facoltà di restarsene in silenzio, per offrire la propria versione sulle vicende al centro dell'indagine del pm Donatella Palumbo e dei carabinieri del Nucleo investigativo. Riguardano una presunta tangente (6500 euro sui 13mila già liquidati) che sarebbe stata chiesta ad un imprenditore edile sui lavori, di somma urgenza, di sistemazione delle sponde del torrente Titerno dopo l'alluvione dell'ottobre 2015.

Lo stesso sarebbe poi stato costretto – si tratta di due capitoli per concussione prospettati solo a carico del primo cittadino – anche ad affidare ad una terza persona, nell'intervento di consolidamento della scuola elementare di Civitella Licinio, i lavori relativi all'impianto elettrico, con un costo più alto rispetto a quello che avrebbe potuto assicurare un'impresa di sua fiducia; e a eseguire lavori di terrazzamento, non pagati, in un terreno di proprietà della moglie di Maturo. Nell'indagine figurano anche, a piede libero, il capo ufficio tecnico Nicola Russo e il consigliere comunale Vincenzo Di Biase.

Inevitabile il clamore suscitato dall'inchiesta, corredata da intercettazioni telefoniche ed ambientali. 'Dominata' da quel video registrato dai militari il 25 maggio del 2017 nell'ufficio di Di Muzio (indicato come “uomo di fiducia” di Maturo), che riceve dall'imprenditore una busta bianca, contenente 2mila euro, sulla quale scrive il nome 'Vincenzo'. Nell'ordinanza si fa riferimento, anche alla luce di ciò che avrebbe detto Di Muzio all'imprenditore, al consigliere comunale. Ma “dalle intercettazioni sull'utenza telefonica di quest'ultimo – scrive il Gip – non sono state rilevate conversazioni con il Di Muzio utili ad individuare il reale destinatario finale della somma. Tuttavia, dalla lettura complessiva del compendio indiziario raccolto potrebbe dedursi la falsità di quanto riferito dal Di Muzio all'imprenditore circa la destinazione finale della somma in modo da giungere alla conclusione che, in realtà, sin dall'inizio la somma era destinata al sindaco Maturo. Nè sono stati regsitrati contatti tra il sindaco ed il consigliere comunale: verosimilmente, anche in questo caso, valgono le considerazioni prima espresse. Di contro vengono registrati numerosi contatti telefonici tra Di Muzio e il sindaco”.

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