E' una vicenda che, dopo la decisione di ieri mattina del gup Maria Ilaria Romano, approderà dal prossimo 24 aprile in un'aula del Tribunale. Per un processo che si annuncia senz'altro complicato, perchè le parti ritenute offese (una mamma e tre figli minori) vivono da tempo fuori Italia, e la donna, rimettendo piede sul nostro territorio, rischierebbe di essere fermata. Difeso dall'avvocato Andrea De Longis junior, l'imputato è un 52enne che risiede in un centro dell'hinterland ed ha interessi lavorativi anche altrove: è stato rinviato a giudizio con le accuse, sempre respinte, di violenza sessuale (avrebbe toccato nelle parti intime un figlio e l'avrebbe costretto a fare altrettanto anche con le sue), maltrattamenti in famiglia e mancato rispetto degli obblighi di assistenza. I fatti risalgono al 2009, quando la donna era improvvisamente tornata con una delle figlie nel Paese di cui è originaria. Successivamente era rientrata in Italia, dove era rimasta fino a quando era nuovamente scappata all'estero con i tre figli (un maschio e due femmine). Il marito l'aveva denunciata per sottrazione di minori, lei lo aveva accusato per le 'attenzioni' che avrebbe riservato al bimbo, peraltro ascoltato telefonicamente da una polizia straniera al cospetto della mamma. Atti trasmessi a Benevento, relativi ad un'accusa pesantissima, alla quale il destinatario aveva controbattuto con una denuncia per calunnia. Una storia intricata, sullo sfondo la fine di un rapporto.
di Enzo Spiezia
