Confermata dal Riesame, che ha però annullato alcuni capi di imputazione – tra essi quello relativo alle truffe sulle presenze degli ospiti-, ribadendo l'addebito di frode nelle pubbliche forniture, l'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a carico di Paolo Di Donato (avvocati Nazzareno Fiorenza e Pietro Farina), 48 anni, di Sant'Agata dei Goti, indicato come il 'dominus' del Consorzio Maleventum, al quale fanno capo dodici strutture ed una tredicesima consorziata. Si tratta di una delle cinque persone finite agli arresti domiciliari, lo scorso 21 giugno, nell'inchiesta della Digos sulla gestione di alcuni centri di accoglienza per migranti nella nostra provincia.
In particolare, il Tribunale, oltre a quella della truffa, ha annullato le contestazioni relative alla rivelazione di segreti d'ufficio di cui Di Donato avrebbe goduto attraverso Felice Panzone, funzionario della Prefettura, rispetto ai controlli dell'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, e dal carabiniere Salvatore Ruta per quelli del Nas di Salerno. Annullato anche il capitolo riguardante la disponibilità di una Fiat 500 assicurata da Di Donato a Lucio Di Maio, ex funzionario della questura addetto al settore immigrazione.
Ribadite, invece, oltre alla frode, le accuse formulate a carico di Donato rispetto alla promessa, che avrebbe fatto a Panzone, dell'assunzione di alcuni conoscenti, e di un appartamento che avrebbe utilizzato Ruta.
Ieri a Napoli era stato il procuratore Giovanni Conzo, che ha diretto le indagini con il sostituto Patrizia Filomena Rosa, a sostenere le ragioni dell'accusa dinanzi al Riesame di Napoli che questa mattina si è pronunciato.
Domani saranno invece discussi i ricorsi di Giuseppe Pavone (avvocati Luca Guerra e Giovanni Procaccini), 53 anni, di Benevento, dipendente del ministero della Giustizia che all'epoca lavorava in Procura; Felice Panzone (avvocato Alessio Lazazzera), 58 anni, di Montecalvo Irpino, fino al gennaio 2017 funzionario aggregato alla Prefettura di Benevento; Salvatore Ruta (avvocato Vittorio Fucci), 58 anni, carabiniere in forza alla Compagnia di Montesarchio, da un anno e mezzo in aspettativa; Angelo Collarile (avvocato Antonio Verde), 46 anni, di Benevento, dipendente del centro Luanfra di cui viene considerato dagli inquirenti il gestore di fatto. Anche loro avevano escluso ogni addebito nel corso degli interrogatori di garanzia, al termine dei quali la dottoressa Palmieri aveva però confermato per tutti la misura dei domiciliari.
Esp
