Centri migranti, Collarile e Pavone non più agli arresti

Obbligo di firma per il primo, sospensione dal lavoro per sei mesi per l'altro

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Benevento.  

Entrambi non sono più agli arresti domiciliari su decisione del Riesame, che ha disposto l'obbligo di firma per Angelo Collarile (avvocato Antonio Verde), 46 anni, di Benevento, dipendente del centro Luanfra, di cui viene considerato dagli inquirenti il gestore di fatto, ed ha riformato la misura cautelare, sostituendola con quella interdittiva della sospensione per sei mesi dal lavoro, a carico di Giuseppe Pavone (avvocati Luca Guerra e Giovanni Procaccini), 53 anni, di Benevento, dipendente del ministero della Giustizia che all'epoca lavorava in Procura.

Per Collarile, in particolare, i giudici hanno annullato il capo di imputazione relativo ad una presunta corruzione contestata per alcuni lavori nell'abitazione di Felice Panzone, funzionario in servizio alla Prefettura di Benevento fino al gennaio 2017, addetto al controllo ed alla determina dell'assegnazione degli immigrati da assegnare ai centri di accoglienza. Quanto a Pavone, la sospensione è scattata per la truffa ipotizzata rispetto alle assenze per malattia, mentre è stato annullato il secondo addebito, ancora per truffa,per i permessi in base alla legge 104.

Si tratta di due delle cinque persone coinvolte nell'inchiesta del procuratore aggiunto Giovanni Conzo, del sostituto Patrizia Filomena Rosa e della digos sulla gestione delle strutture per i migranti nel Sannio. Entrambi i Pm hanno rappresentato l'accusa nell'udienza di questa mattina a Napoli, nel corso della quale sono stati discussi anche i ricorsi di Panzone, difeso dall'avvocato Alessio Lazazzera, e Salvatore Ruta (avvocato Vittorio Fucci), 58 anni, carabiniere in forza alla Compagnia di Montesarchio, da un anno e mezzo in aspettativa.

Lo stesso Riesame, come si ricorderà, aveva confermato ieri i domiciliari per Paolo Di Donato, annullando però i capi di imputazione per le truffe sulle presenze degli ospiti e per la rivelazione di segreti d'ufficio di cui avrebbe goduto, rispetto ai controlli in arrivo, da Panzone e Ruta.

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