Dopo Collarile e Pavone, non sono più agli arresti domiciliari anche Felice Panzone (avvocato Alessio Lazazzera), 58 anni, di Montecalvo Irpino, fino al gennaio 2017 funzionario aggregato alla Prefettura di Benevento, e Salvatore Ruta (avvocato Vittorio Fucci), 58 anni, carabiniere in forza alla Compagnia di Montesarchio, da un anno e mezzo in aspettativa. Il Riesame ha infatti riformato la misura a carico di Panzone e l'ha sostituita con la sospensione per 12 mesi dai pubblici uffici, annullando due capi d'imputazione per corruzione e truffa contestati in concorso, rispettivamente, con Collarile e Di Donato.
Stessa sorte per Ruta: revoca della misura e sospensione dal servizio per sei mesi.
Ieri, come si ricorderà, l'obbligo di firma era stato deciso dal riesame per Angelo Collarile (avvocato Antonio Verde), 46 anni, di Benevento, dipendente del centro Luanfra, di cui viene considerato dagli inquirenti il gestore di fatto, mentre la sospensione per sei mesi dal lavoro era stata applicata a Giuseppe Pavone (avvocati Luca Guerra e Giovanni Procaccini), 53 anni, di Benevento, dipendente del ministero della Giustizia che all'epoca lavorava in Procura. In entrambi i casi i giudici avevano annullato alcuni capi di accusa, ed altrettanto avevano fatto, il giorno prima, ma confermando i domiciliari, per Paolo Di Donato (avvocati Nazzareno Fiorenza e Pietro Farina) 48 anni, di Sant'Agata dei Goti.
Questo il quadro restituito dalla pronuncia del Riesame per le cinque persone finite agli arresti domiciliari nell'inchiesta del procuratore aggiunto Giovanni Conzo, del sostituto Patrizia Filomena Rosa e della Digos sulla gestione di alcuni centri migranti nel Sannio. Un'inchiesta nella quale era stata prospettata anche un'ipotesi di associazione per delinquere che il gip Gelsomina Palmieri non aveva però ravvisato, con una decisione che i Pm hano appellato dinanzi al Riesame.
Esp
