Tentato omicidio Azzurro, a novembre la sentenza per da Silva

Abbreviato per il 38enne, il professore Ricci depositerà perizia psichiatrica entro il 15 ottobre

Benevento.  

E' stato rinviato al 22 novembre, perchè il professore Piero Ricci ha chiesto, dovendo approfondire alcuni aspetti, una proroga per il deposito della perizia psichiatrica – dovrà farlo entro il 15 ottobre –, il rito abbreviato, fissato dinanzi al gup Loredana Camerlengo, proposto dall'avvocato Antonio Bruno Romano per Paulo Francisco da Silva.

Si tratta del 38enne di origini brasiliane, residente a Benevento, che da oltre tredici mesi è in carcere con le accuse di tentato omicidio, rapina e sequestro di persona ai danni di Roberto Azzurro (nella foto), il 54enne attore napoletano -abita alle porte della città ed è assistito dall'avvocato Laura Silvestri- che era stato ricoverato al Rummo in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato alla gola ed all'addome nella tarda serata del 4 agosto dello scorso anno.

Le conclusioni di Ricci sono ovviamente molto importanti perchè riguarderanno la pericolosità, la capacità di intendere e volere al momento del fatto, e di stare in giudizio, dell'imputato, che, secondo una valutazione curata dal dottore Fernando Melchiorre, consulente della difesa, è affetto da un disturbo della personalità border line con sottofondo psicotico.

Come più volte ricordato, la drammatica vicenda è stata fin qui ricostruita attraverso le indagini dei carabinieri e le dichiarazioni del malcapitato, ma non quelle del 38enne. Che, secondo quanto riferito dall'artista, lo avrebbe ripetutamente colpito, anche con una pietra, dopo il suo no ad avances sessuali. I due non si conoscevano, quel venerdì sera si erano incrociati nella zona della Rotonda dei Pentri, dove Roberto era arrivato al volante di una Matiz. Paulo era in sella ad un ciclomotore, avrebbe avanzato le sue richieste e, di fronte al rifiuto dell'allora 53enne avrebbe estratto un coltello e l'avrebbe usato contro Roberto, colpendolo alla gola e non solo, anche con una pietra.

Paulo lo avrebbe inoltre costretto ad entrare nel bagagliaio della Matiz e lo avrebbe trasportato fino ad un cavalcavia dal quale avrebbe voluto lanciarlo di sotto, nel fiume Calore. Non ci sarebbe riuscito per l'opposizione del malcapitato, che, gravemente ferito, si era aggrappato al guard rail. A quel punto, anche per il sopraggiungere di una macchina, lo avrebbe lasciato nei pressi dello svincolo di Paupisi della 372, dove era stato ritrovato e soccorso, e si sarebbe messo al volante della Matiz, intercettata e bloccata dalla polstrada di Campobasso in un'area di servizio a Termoli.

Esp