Uno è accusato di aver violato la sorveglianza speciale, gli altri di favoreggiamento. In tutto cinque persone, per le quali il sostituto procuratore Miriam Lapalorcia ha chiesto il rinvio a giudizio nelle indagini, condotte dalla Squadra mobile, sull'omicidio di Antonio Parrella, 32 anni, morto al Rummo il 27 luglio dello scorso anno per le conseguenze delle botte subite, la sera precedente, durante una festa di compleanno.
Dovranno comparire dinanzi al gup Simonetta Rotili, il 28 gennaio del prossimo anno, Corrado Sparandeo, 32 anni, al quale è stata contestata la violazione della misura alla quale era sottoposto, Umberto Sferruzzi, 29 anni, Gianluca Peluso, 27 anni, Michele Meoli, 27 anni, Francesco Napolitano, 51 anni, di Moiano – sono difesi dagli avvocati Antonio Leone, Maria Cristina Caracciolo, Gerardo Giorgione e Vittorio Fucci -, ritenuti responsabili di aver ostacolato, con le loro dichiarazioni, l'attività investigativa.
Come è noto, per il delitto Parrella lo stesso Pm, mercoledì scorso, ha proposto la condanna a 20 anni per omicidio volontario, con rito abbreviato, di Silvio Sparandeo, 28 anni. Il 19 ottobre, dopo le arringhe degli avvocati Angelo e Grazia Luongo, per i familiari della vittima, parti civili, e dei difensori, gli avvocati Dario Vannetiello e Maria Cristina Caracciolo, la sentenza del gup Francesco Telaro.
Esp
