Hanno tutte risposto al gip Gelsomina Palmieri, le tre persone – sono difese dagli avvocati Pierluigi Pugliese e Mario Cecere – colpite qualche giorno fa da un'ordinanza di custodia cautelare adottata nell'inchiesta del sostituto procuratore Flavia Felaco e dei carabinieri della Stazione di Telese Terme sul furto di una poste pay e del relativo pin, e sul successivo incasso, in due distinti momenti, di una somma di denaro: 1200 euro. Un episodio accaduto tra il 31 luglio ed il 1 agosto scorso.
Questa mattina gli interrogatori di garanzia, scanditi dall'ammissione di responsabilità da parte di Angelo Iaquinto, un 30enne di Piedimonte Matese, finito in carcere perchè accusato anche di aver violato l'obbligo di dimora nel centro casertano. Iaquinto, immortalato dalle telecamere, ha sostenuto di aver rinvenuto sul pavimento, e non di averlo rubato dalla borsa, il portafogli della commessa di un'azienda agricola di Castelvenere, e di aver effettuato da solo il prelievo del 1 agosto a Puglianello, e in compagnia di Alessio Nunneri, 20 anni, di Puglianello, sottoposto all'obbligo di dimora, il pomeriggio del 31 luglio, a Telese.
Ha escluso qualsiasi coinvolgimento, invece, Teresa Moccia, 50 anni, di Puglianello – è la madre di Nunnari -, anch'ella all'obbligo di dimora, che ha spiegato di essere sempre rimasta nell'auto con la quale aveva accompagnato gli altri due ad acquistare del vino.
L'attesa è ora per la decisione del Gip, che, dopo il parere del Pm, dovrà stabilire se confermare o attenuare le misure.
AGGIORNAMENTO
L'attenuazione della misura per Iaquinto, spedito ai domiciliari, la conferma dell'obbligo di dimora per gli altri due. Così il gip Palmieri al termine degli interrogatori dei tre indagati.
Esp
