Sono cinque le persone arrestate con le accuse a vario titolo di rapina, furti e ricettazioni. Per quattro di loro si sono aperte le porte del carcere, mentre ad una quinta persona sono stati concessi i domiciliari. Si tratta degli indagati finiti al centro delle indagini dei carabinieri di Caserta per una sere di furti e rapine messe e segno a Caserta, Benevento, Avellino, Frosinone e Latina tra il 1 gennaio 2017 ed il 10 gennaio del 2018.
Una banda di rapinatori, tutti campani, che in più occasioni hanno massacrato di botte le povere vittime indifese. Uno di loro, invece, è ritenuto essere il ricettatore della refurtiva dei colpi.
Le indagini erano state avviate dai militari di Caserta dopo una rapina messa a segno il 25 maggio del 2017 in una casa a Piana di Monte Verna, frazione di Villa Santa Croce dove quattro malviventi avevano rapinato una famiglia di oro e soldi. Le indagini dei carabinieri di Caiazzo e coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere hanno consentito di identificare i 5 finiti oggi al centro dell'ordinanza firmata dal gip di Santa Maria Capua Vetere.
Secondo l'accusa, gli indagati prima di mettere a segno i furti o le rapine effettuavano una serie di sopralluoghi per individuare i possibili obiettivi. Generalmente al centro delle loro scorribande, abitazioni occupate da persone anziane o da donne che vivevano sole. “Il palo – scrive il procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, Maria Antonietta Troncone – si occupava di accompagnare coloro che avrebbero materialmente eseguito la rapina a pochi chilometri dall'abitazione prescelta, per poi allontanarsi ed attendere il segnale per andare a recuperare i complici”.
Il gruppo operativo raggiungeva a piedi le case finite nel mirino, “ed attendeva mimetizzato che le persone all'interno andassero a dormire, agendo poi sfruttando il sonno delle stesse”.
Sempre secondo la ricostruzione della Procura sammaritana e dei carabinieri di Caserta, “Gli autori derubavano le vittime nel sonno ma nei casi in cui vi fossero tentativi di resistenza, gli indagati non esitavano ad usare violenza come avvenuto nella rapina del 6 giugno 2017” a Dugenta dove la reazione di una donna sola in casa aveva scatenato la “furia” dei malviventi. La donna, infatti, come si ricorderà, era stata picchiata selvaggiamente.
Il 10 gennaio del 2018, stessa sorte per un'altra pensionata di Dugenta rapinata in casa delle fedi nuziali e di altri gioielli. In quell'occasione, però, i carabinieri di Caserta, che evidentemente stavano monitorando gli spostamenti degli indagati, al termine di un inseguimento erano riusciti a bloccare ed arrestare gli autori del colpo.
Durante le indagini, gli investigatori dell'Arma sono anche riusciti ad identificare il canale di ricettazione dei gioielli che venivano rapinati. Si tratta di un “Compro oro” di Napoli, il cui titolare è ora finito ai domiciliari.
