Bar Fatebenefratelli, "ho incontrato due volte De Girolamo"

Processo Asl, depone Carrozza, direttore amministrativo ospedale. In aula Mario e Maurizio Liguori

bar fatebenefratelli ho incontrato due volte de girolamo
Benevento.  

Il destino del bar del Fatebenefratelli. E' una delle vicende che all'epoca avevano destato una notevole curiosità nell'opinione pubblica che seguiva l'evoluzione dell'indagine sull'Asl. Una storia con tratti di saga familiare allargata, di rapporti troncati, delle presunte ingerenze della politica.

Una storia racchiusa in un addebito di tentata concussione contestato a Michele Rossi, ex direttore generale dell'Azienda sanitaria, e all'allora parlamentare Nunzia De Girolamo, due delle otto persone spedite a giudizio in uno dei tronconi dell'inchiesta della guardia di finanza. Un elenco del quale fanno parte Felice Pisapia e Gelsomino Ventucci, ex direttori amministrativo e sanitario dell'Asl, Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting dell'Asl, Luigi Barone, Giacomo Papa, collaboratori di De Girolamo, il sindaco di Airola Michele Napoletano.

L'ipotesi della Procura è che Rossi e De Girolamo avrebbero cercato di costringere Fra Pietro Cicinelli, legale rappresentante del Fatebenefratelli di Benevento, “attraverso una intensificazione dei controlli da parte dei funzionari Asl sulle prestazioni sanitarie erogate, ad adottare ogni provvedimento idoneo a far rilasciare alla ditta 'Mario Liguori srl' i locali occupati, così da consentire la stipula di un nuovo contratto per la gestione del bar con Giorgia Liguori, cugina della De Girolamo”.

Fin qui il capo di imputazione, solo in parte affrontato attraverso le escussioni di tre testimoni ascoltati questa mattina (di altrettanti sono stati acquisiti i verbali con le dichiarazioni rese durante le indagini). Il primo a sedersi dinanzi al Tribunale è stato Mario Liguori, novant'anni, capostipite di una famiglia che dal 1974 al 2012 ha gestito quel bar nella struttura del viale Principe di Napoli, con una società di cui uno dei figli, Franco, è stato amministratore fino al 2008.

Per trentasette anni il contratto è stato rinnovato senza problemi - ha spiegato- , pensavo che sarebbe andata così anche nel novembre 2012, quando arrivò la disdetta. Ma non era così, poi ho saputo, perchè c'erano da mesi delle voci in giro, che De Girolamo voleva il bar per Giorgia, sua cugina, figlia di Franco, con il quale i rapporti si erano interrotti. Mi recai dal papà di De Girolamo per dirgli quanto stava capitando”.

Le domande scivolano sui controlli dei vigili sanitari e dei Nas. “Il primo – ha ricordato Maurizio Liguori (“Dal 2004 al 2012 ho gestito con mio padre l'attività”) - risale al maggio 2012, quattordici giorni dopo la scadenza del contratto, l'altro a novembre. Era tutto in regola, solo un problema di tinteggiatura immediatamente risolto. Nonostante ciò, scattò la sospensione e nel marzo 2013 consegnammo le chiavi. A noi è subentrata Giorgia Liguori, la cui mamma è zia di De Girolamo”.

A Giovanni Carrozza, direttore amministrativo del Fatebenefratelli, è toccato invece ripercorrere, attraverso le domande del pm Francesca Saccone e dei legali delle parti, l'iter burocratico. “C'erano da tempo rimostranze dell'utenza e del mondo sindacale sulla gestione del bar, apparsa stanca. Serviva un cambiamento, la disdetta è stata una scelta aziendale. Mario Liguori, con il quale, dopo la cessazione, abbiamo raggiunto un'intesa per una maggiore installazione di distributori automatici, aveva fatto un'offerta, ma abbiamo ritenuto che fosse tardiva e non la migliore. Non è stata necessaria una gara, abbiamo affidato la gestione alla 'Giorgia Liguori srl'.”

Carrozza ha poi ricostruito i due incontri, ai quali era stato invitato, avuti con De Girolamo: “Il primo, nel marzo 2012, nella sede del Pdl, dove mi accompagnò Pisapia, che mi aveva telefonato. L'onorevole voleva informazioni sulla situazione relativa alla scadenza del contratto. Nell'altro, datato luglio, mi recai a casa della De Girolamo, dove mi chiese perchè non lasciassero il bar”. Un interesse, quello mostrato dalla deputata, al quale Carrozza ha fornito una sua interpreetazione: “Mi sono spiegato questi incontri alla luce dei rapporti di parentela...”.

Una nuova udienza è in programma il 29 novembre. Sono impegnati nella difesa gli avocati Vincenzo Regardi, Claudio Botti, Giandomenico Caiazza, Domenico Di Terlizzi, Roberto Prozzo, Paolo Abbate, Emilio Perugini, Mario Verrusio, Gaetano Coccoli, Vincenzo Sguera, Salvatore Verrillo e Luigi Supino. Nel processo sono parti civili la Sanit (avvocato Natale Polimeni, sostituito dall'avvocato Stefano Travaglione), Giovanni De Masi e Antonio Clemente, rappresentati dall'avvocato Giovannina Piccoli, il Fatebenefratelli (con l'avvocato Gerardo Orlando) e l'Asl (avvocato Annamaria Ziccardi).

Esp