Il 51enne si difende: pistola, munizioni e bomba non sono mie

Interrogato in carcere Rocco Cesare, di Tocco Caudio

Benevento.  

Ha respinto ogni accusa, escludendo la sua paternità rispetto al materiale sequestrato. Quella pistola, le munizioni ed il resto non sono mie, ha affermato Rocco Cesare, il 51enne di Tocco Caudio arrestato ieri dai carabinieri.

Assistito dagli avvocati Claudio Barbato e Marcello Giulianini, l'indagato è comparso questa mattina, in carcere, dinanzi al gip Flavio Cusani, che ha adottato a suo carico, su richiesta del sostituto procuratore Assuna Tillo, l'ordinanza di custodia cautelare.

Un appuntamento servito al 51enne per esporre la sua versione sui fatti contestati, sulla Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa, completa di caricatore con 10 proiettili, sulla bomba carta artigianale con miccia lunga 60 centimetri, una tanica con liquido infiammabile ed un artifizio pirotecnico con miccia da 55 centimetri che erano stati rinvenuti a luglio, sistemati in un frigorifero dismesso, in un locale che dista una decina di metri dal bar che l'uomo gestisce. Una baracca all'interno di un complesso Iacp abbandonato, al quale, ha sostenuto Cesare, chiunque può accedere dall'esterno.

I suoi difensori hanno chiesto la revoca e, in subordine, l'attenuazione della misura, nelle prossime ore, dopo il parere del Pm, la decisione del giudice.

Esp