Omicidio Improta, altri accertamenti dei Ris nella Mercedes

Disposti dal pm Tillo per il 22 novembre. Avvisati i 2 indagati e le parti offese

Benevento.  

Accertamenti chimico-biologici nella Mercedes classe A, una delle auto sequestrate. Li ha disposti per il prossimo 22 novembre il sostituto procuratore Assunta Tillo nell'inchiesta sull'omicidio di Valentino Improta, 26 anni, di Montesarchio, ucciso a colpi di arma da fuoco e trovato carbonizzato, lo scorso 4 maggio, in una Fiat Punto, intestata alla madre, ferma alla località Cepino di Tocco Caudio, nelle vicinanze di un'area pic-nic sul monte Taburno.

Si tratta di accertamenti tecnici irripetibili affidati ai carabinieri del Ris di Roma, per i quali sono stati 'avvisati', in modo da consentire la nomina di un consulente, i due indagati: Pierluigi Rotondi (avvocati Francesco Fusco ed Elvira Pancari), un 30enne di Tufara, e Paolo Spitaletta (avvocati Antonio Leone ed Enza Falco), 49 anni, di Tocco Caudio, quest'ultimo in carcere dallo scorso 22 maggio sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare adottata dal gip Maria Ilaria Romano, e confermata dal Riesame, per la drammatica rapina compiuta in un'abitazione a Montesarchio lo scorso 10 aprile, seguita dalla morte, dopo due settimane, di una delle vittime del colpo, Giovanni Parente, 83 anni. Una vicenda drammatica che fa da sfondo al terribile delitto di Improta.

L'atto del Pm ha inoltre raggiunto i familiari della vittima – genitori e tre sorelle-, rappresentati dagli avvocati Federico Paolucci, Ettore Marcarelli e Massimiliano Cornacchione, e le due compagne dell'uomo, assistite dall'avvocato Vincenzo Sguera.

Gli esami si aggiungono a quelli che un mese fa avevano riguardato residui di materiale combusto rinvenuti lo scorso 16 ottobre, e, in precedenza, la Punto divorata dalle fiamme, la stessa Mercedes classe A, qualche indumento, un paio di mozziconi di sigarette, alcuni capelli, barattoli di vetro, materiale combusto, un bossolo e pallini da caccia.

Esp