Lo hanno arrestato un anno dopo una rapina di cui è considerato uno dei presunti responsabili. E' questa l'accusa (oltre a quelle di porto abusivo di un'arma e furto di un'auto) a carico di Pierluigi Rotondi (avvocato Francesco Fusco), 30 anni, residenza a Tufara ma origini di Tocco Caudio, colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Flavio Cusani, su richiesta dal sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa, ed eseguita dalla Squadra mobile.
L'episodio contestato risale al 14 novembre del 2017, quando Rotondi, in concorso con un'altra persona non identificata, volto coperto e a bordo di una macchina rubata ad Apollosa, avrebbe minacciato con un fucile a canne mozze un operaio del distributore di carburanti “Mare Petroli” alla contrada Masseria Nuova di Benevento, costringendolo a consegnare l’incasso di circa 1000 euro.
Un colpo al centro di un'attività investigativa degli agenti del vicequestore Emanuele Fattori che, supportata anche da intercettazioni telefoniche, avrebbe consentito di risalire a Rotondi. Il cui nome, come si ricorderà, era emerso, attraverso le stesse conversazioni registrate, anche nell'inchiesta, nella quale non era però stato tirato in ballo, sulla rapina compiuta in un'abitazione a Montesarchio lo scorso 10 aprile, seguita dalla morte, dopo due settimane, di una delle vittime del colpo, Giovanni Parente, 83 anni.
Secondo gli inquirenti, Rotondi avrebbe fatto da intermediario tra Paolo Spitaletta, 49 anni, di Tocco Caudio, e Valentino Improta, 26 anni, di Montesarchio, indicati dalla Procura come i responsabili dell'incursione. Il primo, che avrebbe usato il cellulare del 30enne per contattare il 26enne, è in carcere da maggio per quella rapina a Montesarchio, finita nel mirino del pm Assunta Tillo e dei carabinieri. Mentre Improta è stato rinvenuto lo scorso 4 maggio, ucciso a colpi di arma da fuoco e carbonizzato, in una Fiat Punto, intestata alla madre, ferma alla località Cepino di Tocco Caudio, nelle vicinanze di un'area pic-nic sul monte Taburno.
Un omicidio terribile per il quale sono stati chiamati in causa dalla dottoressa Tillo, fino a questo momento, Spitaletta (avvocati Antonio Leone ed Enza Falco) e Rotondi. Ieri gli ultimi sviluppi, con gli ulteriori accertamenti disposti dal Pm in una Mercedes classe A.
Enzo Spiezia
