Non c'è solo la rapina del 14 novembre 2017 al distributore di carburanti alla contrada Masseria Nuova di Benevento, nell'ordinanza di custodia cautelare con la quale è finito in carcere Pierluigi Rotondi, 30 anni, originario di Tocco Caudio ma domiciliato a Tufara, arrestato dalla Squadra mobile.
Nel provvedimento adottato dal gip Flavio Cusani, su richiesta del sostituto procuratore Patrizia Filomena Rosa, che non ha fatto altrettanto per l'altro indagato – Paolo Spitaletta, 51 anni, di Tocco Caudio, già detenuto da maggio per rapina (ad aprile, in un'abitazione di Montesarchio) e omicidio preterintenzionale (la morte dopo due settimane di un 83enne, una delle due vittime)- compaiono infatti numerose intercettazioni sia telefoniche, sia ambientali (in due auto).
Conversazioni che, spiegano gli inquirenti, “non hanno stretta attinenza con i reati contestati, ma sono estremamente utili per delineare lo stile di vita di Rotondi, la frequentazione assidua con Spitaletta ed altri personaggi, l'uso esclusivo della Golf che lui sa essere 'pulita'”.
Colloqui registrati a partire dalla fine di novembre 2017, ritenuti interessanti perchè restituiscono “il rapporto dominante” del quale è accreditato Spitaletta, che lo eserciterebbe nei confronti di Rotondi e non solo. Entrambi, poi, si sarebbero circondati di giovani tossicodipendenti che avrebbero adoperato di volta in volta come “manovalanza” per furti e rapine che avrebbero preparato ma che non sarebbero stati portati a termine.
'Colpa', in alcuni casi, della presenza delle forze dell'ordine, di cui vengono avvertiti. “Ci stavano i cornuti e mi sono dovuto fare il giro per sopra”, si sfoga con Rotondi uno degli interlocutori. Mentre un altro gli consiglia di restarsene "sopra" perchè “compà sono impazziti proprio, davanti e dietro già una decina di giri”.
Esp
