La discussione e la successiva sentenza erano date come altamente probabili, ma entrambe sono state rinviate. Perchè il gup Loredana Camerlengo ha ordinato, dopo quella psichiatrica, una nuova perizia: stavolta medico-legale, in relazione alle modalità dell'azione e alle conseguenze subite dalla parte offesa.
E' la decisione adottata nel rito abbreviato, proposto dall'avvocato Antonio Bruno Romano, per Paulo Francisco da Silva, 38 anni, origini brasiliane, residente a Benevento. Da oltre quindici mesi è in carcere con le accuse di tentato omicidio, rapina e sequestro di persona ai danni di Roberto Azzurro (nella foto), il 54enne attore napoletano -abita alle porte della città ed è assistito dall'avvocato Laura Silvestri- che era stato ricoverato al Rummo in prognosi riservata dopo essere stato accoltellato alla gola ed all'addome nella tarda serata del 4 agosto dello scorso anno.
Il 13 dicembre sarà affidato l'incarico ad uno specialista individuato dal giudice, dinanzi al quale è comparso questa mattina il professore Piero Ricci, che ha curato la perizia psichiatrica, concludendo per un vizio parziale di mente dell'imputato, affetto da un problema depressivo maggiore e da un disturbo di personalità, ma non pericoloso socialmente e capace di stare in giudizio. Un disturbo della personalità border line con sottofondo psicotico era stato accertato anche dal dottore Fernando Melchiorre, consulente della difesa.
Come si ricorderà, la vicenda aveva avuto all'epoca una notevole eco. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 38enne avrebbe colpito ripetutamente l'artista, anche con una pietra, dopo il suo no ad avances sessuali. I due non si conoscevano, quel venerdì sera si erano incrociati nella zona della Rotonda dei Pentri, dove Roberto era arrivato al volante di una Matiz. Paulo era in sella ad un ciclomotore, avrebbe avanzato le sue richieste e, di fronte al rifiuto dell'allora 53enne avrebbe estratto un coltello e l'avrebbe usato contro Roberto, colpendolo alla gola e non solo, anche con una pietra.
Paulo lo avrebbe inoltre costretto ad entrare nel bagagliaio della Matiz e lo avrebbe trasportato fino ad un cavalcavia dal quale avrebbe voluto lanciarlo di sotto, nel fiume Calore. Non ci sarebbe riuscito per l'opposizione del malcapitato, che, gravemente ferito, si era aggrappato al guard rail. A quel punto, anche per il sopraggiungere di una macchina, lo avrebbe lasciato nei pressi dello svincolo di Paupisi della 372, dove era stato ritrovato e soccorso, e si sarebbe messo al volante della Matiz, intercettata e bloccata dalla polstrada di Campobasso in un'area di servizio a Termoli.
Esp
