“Prevenire la consumazione di reati della stessa specie, a sfondo fascista e razzista”. E' l'esigenza cautelare, “attuale e concreta”, che il gip Flavio Cusani ha ritenuto sussistente nella decisione di adottare un'ordinanza di custodia ai domiciliari nei confronti di Marco Intorcia, 30 anni, e Marco Chiariello, 19 anni, di Benevento, arrestati questa mattina – come anticipato in un altro servizio – dalla Squadra mobile.
Per entrambi le accuse di lesioni aggravate e violenza privata, contestate in relazione all'episodio del quale aveva fatto le spese, lo scorso 26 febbraio, un 22enne di nazionalità gambiana, ospite di un centro di accoglienza in città. Secondo gli inquirenti, mentre stava camminando a piedi, ascoltando musica con le cuffiette, il cittadino extracomunitario si era imbattuto, poco prima del ponte Sabato, in quattro giovani. “Perchè ci stai guardando? Te ne devi andare via di qua”, gli avrebbe detto uno di loro che, nonostante lui avesse tirato dritto per la sua strada, l'avrebbe colpito con un pugno al volto. Il malcapitato aveva cercato di scansarsi, ma aveva subito, stavolta da un altro membro del gruppo, un altro cazzotto al viso ed un calcio ad una gamba.
A quel punto, il 22enne aveva cercato di squagliarsela, ma era stato inseguito e bloccato: era stato afferrato per il collo, ancora centrato da pugni in faccia e, infine, ferito alla testa con una mattonella o una pietra raccolta sull'asfalto.
Provvidenziale l'intervento di una persona bordo di un'auto – forse un operaio che stava eseguendo lavori di manutenzione della strada – che aveva fatto scattare l'allarme e l'arrivo della polizia. Dieci i giorni di prognosi per il 22enne, di qui un'indagine a carico di Intorcia e Chiariello, con un'informativa nella quale erano state anche riportate, attraverso gli articoli degli organi di informazione, le reazioni della società civile beneventana per un'aggressione ai danni di un migrante, colpito a sangue “per uno sguardo”.
La condotta degli indagati - scrive il giudice- "è molto grave, in quanto priva di giustificazione ed odiosa nelle sue modalità. Gli indagati hanno dimostrato di avere una naturale propensione al'uso della violenza verso il prossimo, segnatamente se, come nel caso in esame, proveniente da un altro Paese, diverso nel colore della pelle e in una situazione psicologica di minorata difesa".
Esp
